La manifestazione
In manette due francesi. Hanno colpito in mezza Toscana e sono stati scoperti dalla Mobile
Carte clonate, arrestati
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Il marchingegno che riprendeva i prelievi col bancomat La banda manometteva i bancomat: spariti 5 milioni
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MASSA. Manomettevano i bancomat per poter carpire i dati delle carte dei clienti che facevano i prelievi. Un sistema ingegnoso ed efficace, dato che a Sebastian Chipponi, 34 anni, e Andrè Antoine Mezzana, 64 anni, in tre anni ha fruttato la bellezza di cinque milioni di euro. Per ora sono quasi trecento le persone finite nella truffa. I due francesi sono stati arrestati ed estradati in Italia. Hanno colpito in mezza Toscana, alleggerendo i bancomat di Massa Carrara, Viareggio, Pistoia e Pisa. I due furfanti transalpini, di origine corsa, ci sapevano fare e avevano strumenti da professionisti: non solo quelli tecnologici. Erano fornitissimi di ogni attrezzo e materiale: avvitatori elettrici, cacciaviti corti e lunghi, tronchesine, saldatore, lente di ingrandimento, pennelli e smalti per ripristinare la vernice del bancomat manomesso. Avevano anche ogni genere di collante. Tanto è vero che quando sono stati fermati dalla stradale di Pistoia sull'autostrada, per un controllo, sono stati scambiati per due topi d'appartamento. E arrestati. Ma dopo due giorni erano stati rimessi in libertà grazie a un documento falso (col nome di un poliziotto francese). Peccato che poi, da una ricevuta di un albego sulla riviera apuana, era scattata una perquisizione nella camera che avevano preso e sono saltati fuori la telecamera e tutto l'armamentario per duplicare i bancomat. Tutto organizzato al millesimo: i due francesi partivano da Bastia il venerdì e arrivavano a Livorno. Da lì raggiungevano le località turistiche più rinomate della Toscana (nel 2008 avevano colpito a Palau, in Sardegna). A Massa-Carrara ci sono venuti almeno cinque volte (lo dimostrano le denunce di carte clonate). Di notte applicavano la falsa parte superiore e i finti skimmer: da sopra riprendevano il codice con una telecamerina collegata a un hard disk, con lo skimmer invece leggevano il documento e caricavano tutti i dati necessari alla duplicazione. La domenica col buio portavano via tutto e ripartivano per la Corsica. Agivano nei fine settimana proprio perché c'era minore sorveglianza e soprattutto perché c'erano il maggior numero di prelievi. Una parte dei dati carpiti alle ignare vittime la rivendevano a una banda (o più bande) di falsari, il resto lo tenevano per loro e si fabbricavano i bancomat che usavano per fare la bella vita. Ci sono venuti sei mesi di indagini, ma fondamentale è stato l'arresto avvenuto a Pistoia e quel documento mostrato agli agenti. I colleghi transalpini hanno dato una grossa mano alla polizia massese, ma senza l'intuito della mobile mai sarebbero scattate le manette. Quando Chipponi e Mezzana, identificati, sono stati portati al confine di Ventimiglia e dati alla polizia. Adesso si trovano in carcere a Massa.
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