Il Tirreno

«Pronto soccorso in crisi, manca un medico»

Sara Ligutti
Maria Teresa De Lauretis
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Maria Teresa De Lauretis

Allarme del Tribunale del malato: non si sa dove mettere i pazienti

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 CARRARA. Accorpare, tagliare, diminuire la spesa. Potrebbe essere riassunta così la posizione del direttore generale dell'Asl Maria Teresa de Lauretis sul futuro della nostra sanità. Posizione che, nonostante il dialogo aperto con la cittadinanza durante l'incontro di ieri, organizzato da Carrara prima di tutto, è rimasta immutata.  Quindi via il settimo piano dell'ospedale (quello dei comi e delle camere a pagamento), sì ai tagli al personale, sì agli accorpamenti per «destinare le risorse a dove mancano» e no, per il momento, alla costruzione di un Hospice per accogliere i malati terminali. Ma sì anche alla quota capitaria da parte della Regione, che ci permetterà di pagare gli arretrati, sì a sei nuovi posti letto per le cure intermedie nelle Rsa e sì ad un centratore da 500 mila euro (macchinario che permette di dare diagnosi più precise) finanziato dalla Regione Toscana, ad una nuova risonanza e ad un nuovo angiografo.  Settimo piano. Il settimo piano chiuderà, questo è certo. Quello che non è ancora certo è quando e, soprattutto, dove saranno ricollocati gli Oss e gli infermieri delle cooperative che vi lavorano. I pazienti in coma, per non essere allontanati dalle famiglie, saranno sistemati nelle case di cura, mentre i pazienti paganti verranno dislocati nei reparti insieme agli altri pazienti.  Perché, dice la De Lauretis, «è assurdo spendere risorse per i paganti e bisogna fare in modo che non ci costino di più di quanto ci guadagnamo». E in un altro discorso, analogo: «Bisogna trovare il modo di campare di più e campare meglio, così da evitare di diventare un costo».   Tagli al personale. «Il personale - dice la dirigente generale de Lauretis - rappresenta il 50% dei costi per l'azienda. Quindi quando si va a razionalizzare bisogna tenere conto anche di questa parte del bilancio». E per quel che riguarda le liste d'attesa. «C'è troppa richiesta di esami, anche quando non ce n'è bisogno» dice Carlo Manfredi, presidente dell'Ordine dei medici di Massa-Carrara. Inoltre, sottolinea la De Lauretis, ci sono delle difficoltà a trovare degli ortopedici. «Per le risonanze c'è un limite fisico perché c'è soltanto una macchina e ci vorrà un po' di tempo per la seconda».   Hospice. Ferma la costruzione dell'Hospice, una struttura che dovrebbe accogliere i malati terminali nei loro ultimi giorni di vita. Ma questo, dice il direttore generale, «è il momento peggiore per risolvere questo problema».  Problemi anche al pronto soccorso che, secondo un'indagine svolta da Gianluigi Fondi del Tribunale dei diritti del malato, è in grave difficoltà. Chiede Fondi: «Perché abbiamo tolto il secondo medico che stava fino all'una di notte? Inoltre è stato tolto il medico radiologo che prima era presente fino alla mezzanotte e adesso è reperibile. Infine mancano i posti dove sistemare i pazienti».   La Pet va a Massa. Con l'esame Pet si ottengono mappe dei processi funzionali all'interno del corpo e, così, diagnosi molto più accurate. Per il momento il macchinario andrà a Massa, per poi essere trasferito a Carrara - fra tre quattro anni - quando il monoblocco diventerà un centro diagnostico (che si spegne alle otto di sera).  Entro metà maggio arriveranno dalla Regione un po' di risorse, «così - spiega la de Lauretis - riusciremo a pagare i fornitori e ad avere un budget mensile».  E, in conclusione, sia la de Lauretis che il nuovo direttore sanitario Maurizio Del Maso si lasciano andare ad una provocazione sul futuro del monoblocco. «È assurdo - dice la de Lauretis - è una struttura che ha tantissimi lavori da fare, primi fra tutti quelli anti-sismici e rischia di essere un eterno cantiere. Sarebbe meglio trovare un altro posto da costruire ex-novo». «La vostra - rilancia Del Maso - mi pare una comunità attenta al trapassato remoto, che perde di vista il futuro».  

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