Attenzione
Continua il presidio davanti alla cattedrale degli extracomunitari che chiedono il permesso di soggiorno
La Chiesa: aiutiamo i migranti
◗
Il vescovo Giovanni Santucci i giovani immigrati seduti sul sagrato della cattedrale e, sotto, Marco Rovelli«Ma diciamo no alla strumentalizzazione politica di questi giovani»
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Piena disponibilità ad aiutare gli immigrati che solo in chiesa "si sentono trattati come persone". Ma, per favore, senza strumentalizzazioni a fini politici della loro posizione. È, in sintesi la posizione della Diocesi sulla vicenda dei migranti che hanno "invaso" il sagrato della cattedrale. Traspare una certa cautela nell'articolato documento che la Curia ha diffuso ieri sulla questione. La Chiesa appare, da una parte, chiamata al suo dovere cristiano di aiutare il prossimo (specie se più debole), e dall'altra a doversi confrontare con una manifestazione - quella del coordinamento Migranti - che percepisce come targato politicamente (a sostegno del presidio si è mosso l'arcipelago della sinistra).
«Domenica mattina - ricostruisce il documento - sei persone di origine africana si sono presentate in cattedrale, decise ad occupare la chiesa per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e del vescovo. Poiché era in corso una messa, i sei sono stati invitati a recarsi nel chiostro, cosa che hanno fatto senza indugio, annunciando però che sarebbero rimasti lì in attesa di incontrare il vescovo. Da quel momento in poi non sono più entrati nella Cattedrale, né mai hanno messo in atto comportamenti disdicevoli o non consoni. La Diocesi, da parte sua, si è subito premurata di attivare iniziative di accoglienza e di avviare un confronto, da cui sono scaturite richieste di sostegno corroborate dalle parole degli immigrati, che dicono di aver scelto la Chiesa perché "unico spazio in cui si sentono trattati come persone"».
Ascolto e aiuto, dunque, da parte della chiesa: che «pur non avendo il potere di risolvere i problemi ad essa prospettati, mette a disposizione le proprie forze, che sono quelle dell'amore verso i fratelli, non guardando alla loro origine, al loro credo religioso, al loro modo di vivere, ma alla loro incalpestabile dignità di esseri umani». Detto questo, la Chiesa sottolinea che non è suo compito «assumere posizioni su aspetti di natura politico/ideologica, ma, con tutta la forza della propria autorevolezza che le viene dal Vangelo, chiede alle forze politiche ad ai cittadini di non addentrarsi in pericolosi percorsi che si risolvano nella strumentalizzazione per fini politici della sofferenza di alcuni giovani, i quali oggi si sentono traditi nelle loro attese e non sanno individuare le modalità per uscire da una situazione che svilisce la loro dignità di uomini.
Chiede, pertanto, a quanti hanno la possibilità di concorrere per affrontare concretamente i loro problemi di farlo nelle sedi competenti e con gli strumenti che la norma può offrire, facendosi loro prossimo e collaborando per una chiara e civile soluzione di quanto sta accadendo e che non può lasciare nessuno indifferente».
«Domenica mattina - ricostruisce il documento - sei persone di origine africana si sono presentate in cattedrale, decise ad occupare la chiesa per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e del vescovo. Poiché era in corso una messa, i sei sono stati invitati a recarsi nel chiostro, cosa che hanno fatto senza indugio, annunciando però che sarebbero rimasti lì in attesa di incontrare il vescovo. Da quel momento in poi non sono più entrati nella Cattedrale, né mai hanno messo in atto comportamenti disdicevoli o non consoni. La Diocesi, da parte sua, si è subito premurata di attivare iniziative di accoglienza e di avviare un confronto, da cui sono scaturite richieste di sostegno corroborate dalle parole degli immigrati, che dicono di aver scelto la Chiesa perché "unico spazio in cui si sentono trattati come persone"».
Ascolto e aiuto, dunque, da parte della chiesa: che «pur non avendo il potere di risolvere i problemi ad essa prospettati, mette a disposizione le proprie forze, che sono quelle dell'amore verso i fratelli, non guardando alla loro origine, al loro credo religioso, al loro modo di vivere, ma alla loro incalpestabile dignità di esseri umani». Detto questo, la Chiesa sottolinea che non è suo compito «assumere posizioni su aspetti di natura politico/ideologica, ma, con tutta la forza della propria autorevolezza che le viene dal Vangelo, chiede alle forze politiche ad ai cittadini di non addentrarsi in pericolosi percorsi che si risolvano nella strumentalizzazione per fini politici della sofferenza di alcuni giovani, i quali oggi si sentono traditi nelle loro attese e non sanno individuare le modalità per uscire da una situazione che svilisce la loro dignità di uomini.
Chiede, pertanto, a quanti hanno la possibilità di concorrere per affrontare concretamente i loro problemi di farlo nelle sedi competenti e con gli strumenti che la norma può offrire, facendosi loro prossimo e collaborando per una chiara e civile soluzione di quanto sta accadendo e che non può lasciare nessuno indifferente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
