La manifestazione
I carabinieri lo hanno fermato qualche giorno dopo mentre passeggiava in bici sul lungomare di Marina
Aggredisce avvocato e la rapina
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I carabinieri hanno fermato il rapinatore marocchino La donna, presa a schiaffi, ha riconosciuto il bruto grazie a un video
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MARINA. L'ha aggredita alle spalle, l'ha picchiata e le ha portato via la borsa e il cellulare che la donna aveva con sé. Il rapinatore, Raudane El Fataua, un marocchino di 36 anni, è stato fermato dopo pochi giorni dai carabinieri anche grazie all'aiuto della vittima, un'avvocato di 33 anni. Verrà chiesto l'arresto del magrebino. L'avvocato è stata aggredita mentre stava aprendo il cancello del cortiletto che porta alla sua abitazione, poco distante dal lungomare di Marina. Aveva passato la serata in un locale vicino a casa e stava rientrando da sola. Tanto doveva fare solo pochi passi. Era da poco passata la mezzanotte e mentre la trentenne stava per far scattare la serratura si è sentita afferrare da dietro. Non ha avuto il tempo di gridare: il marocchino l'ha fatta voltare e senza neppure minacciarla le ha tirato due schiaffi sul viso. Con forza, tanto che al pronto soccorso la prognosi è stata di sette giorni. Mentre la donna stava ancora cercando di capire cosa le stava accadendo, l'extracomunitario le sfilava la borsa (con dentro i soldi, i documenti e un cellulare) dalla spalla e fuggiva a piedi. Lasciando la bicicletta (risultata poi rubata) che gli era servito per piombare addosso alla vittima. A quel punto l'avvocato saliva in casa, si riprendeva dallo spavento e chiamava la polizia. Gli agenti hanno sequestrato la bici e hanno fatto i primi rilievi. La mattina seguente il legale si è allontanata da Massa, rientrando un paio di giorni dopo. Visto che non aveva presentato ancora la denuncia è andata nella caserma dei carabinieri di Marina e ha raccontato cosa era successo. I militari, visto che la donna era ancora in evidente stato di choc, si sono fatti in quattro per tranquillizarla. Ma non solo: hanno cominciato a indagare seriamente con l'intenzione di acciuffare il criminale. La prima mossa è stata un'intuizione felice: hanno acquisito le immagini delle riprese della telecamera di un'albergo che si trova a pochi metri dal luogo della rapina. E hanno isolato alcune immagini, facendole vedere all'avvocato. E la donna ha riconosciuto il suo aggressore: «È lui, sono sicura al cento per cento è stato lui a picchiarmi e a portarmi via la borsa». Guarda caso quell'uomo era conosciuto alle forze dell'ordine perché aveva dei precedenti. L'unica cosa risultava essere stato già rimpatriato. Un altro controllo alla banca dati e salta fuori che Raudane era rientrato in Italia, sempre da clandestino, e alla fine di marzo era scappato dal Cie di Brindisi. Come si dice in questi casi è scattata la caccia all'uomo. L'Arma ha cercato ovunque, ma senza risultato. Fino all'altro giorno, quando la trentenne stava passeggiando sul lungomare con la madre e un'amica. E ha visto il magrebino sfrecciare su un'altra bicicletta. Tranquillo, come se nulla fosse e sicuro di poterla fare franca. Lo spavento si può soltanto immaginare, ma nonostante tutto la professionista è riuscita a chiamare i carabinieri della caserma di Marina. La pattuglia si è subito precipitata sul lungomare e dopo poco ha trovato il magrebino. Nella tasca del giubbotto aveva ancora il cellulare dell'avvocato. Adesso si trova nel carcere di Massa e deve rispondere dell'accusa di rapina aggravata dalle circostanze e modalità dell'azione.
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