Il Tirreno

Permessi-truffa: i giovani extracomunitari invadono il sagrato della cattedrale

Tutti in chiesa per i diritti

L’incontro del vescovo con il coordinameto migranti
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L’incontro del vescovo con il coordinameto migranti

E dopo l'occupazione simbolica, un presidio permanente

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 MASSA. La temuta "invasione" dei giovani extracomunitari c'è stata domenica mattina. Dopo giorni di chiese presidiate dalle forze dell'ordine in previsione di chissà quale atto di forza, i ragazzi del Coordinamento migranti Toscana Nord sono comparsi davanti alla cattedrale cittadina. Non erano molti, al mattino, all'ora della messa. Hanno atteso il termine della funzione religiosa, hano distribuito volantini ai fedeli all'uscita, poi sono entrati in chiesa, compostissimi e un po' titubanti. Un'azione dimostrativa - ha spiegato il portavoce del coordinamento Dufil Lamin - «per portare attenzione sul problema di quella sanatoria-truffa che coinvolge 314 persone immigrate in provincia; una quarantina raggirati da una finta ditta di Marina di Carrara, gli altri alle prese con continui rinvii e richieste voluti dallo Stato, carte da bollo, tribunali, Tar e quant'altro». E il permesso di soggiorno è ancora un miraggio.  La loro è un'occupazione simbolica - «non vogliamo disturbare i fedeli» - ma che potrebbe estendersi ad altre chiese.  «Qui nella casa del Signore nessuno è irregolare», dicono i manifestanti che nella serata di domenica hanno incontrato il vescovo Giovanni Santucci a cui hanno spiegato che la loro non è un'occupazione ma una richiesta di solidarietà. Solidarietà accordata dalla Curia, che ha autorizzato i giovani a sostare sul sagrato del duomo e a utilizzare il chiostro.  Così, ieri, i partecipanti a questa nuova forma di protesta sono cresciuti di numero. Nel pomeriggio si è svolta un'assemblea promossa da Anpi, Prc, Sinistra critica, Carc, Asp, Assemblea antifascista antirazzista. Presente anche Patrizia Bernieri, segretaria provinciale della Camera del lavoro: «La Cgil è solidale con queste persone che vivono in una intollerabile situazione di incertezza, rimasti senza permesso di soggiorno, ma con un lavoro, senza diritti ma contribuenti dello Stato».  E da oggi questa specie di occupazione diventerà un presidio permanente. Per domani in programma una serie di iniziative a cui parteciperà anche Marco Rovelli.

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