Attenzione
In cava? Pensionati e precari
Cinzia Carpita
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Roberto Venturini della Fillea «Rispetto al passato si ricorre al lavoro in affitto e ai contratti a termine»
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CARRARA. Tremila licenziati nella nostra provincia negli ultimi due anni, e se non fosse scatatta la cassa integrazione in deroga concordata a livello regionale, sarebbero stati molti di più. Cresce il precariato, il lavoro a chiamata è aumentato dal 2009 del 180% nel settore turistico. La "cassa" in deroga supera il 70% a Massa Carrara e Prato. Ci sono famiglie di operai che non ce la fanno ad arrivare alla seconda settimana del mese, e fenomeni di impiego a termine che stanno dilagando anche alle cave, dove la Fillea Cgil denuncia «un ricorso, che in passato non c'era, a contratti a termine, a pensionati e a lavoratori interinali». Il sindacato sospetta inoltre «un uso distorto dei tirocini formativi», spesso non remunerati: «Su 14mila tirocini nel 2010 in Tosana, solo 80 assunzioni. Alla fine diventa una forma di sfruttamento». E 75 donne addette alle pulizie nelle scuole apuane, sono a rischio di licenziamento. Non ci sono solo le grandi vertenze Eaton e Nca, ma una situazione diffusamente preoccupante, che ha indotto la Cgil a chiamare tutti allo sciopero di 8 ore, il 6 maggio, che nella nostra provincia concentrerà i manifestanti alle 9 alla Eaton, con corteo fino in piazza Mercurio a Massa dove parlerà la segretaria provinciale Patrizia Bernieri. Le rivendicazioni del sindacato riguardano pensioni, precariato, occupazione, immigrazione, sanità, scuola. Il no ai contratti separati. Una filosofia alla Robin Hood: prelevare di più ai ricchi e distribuire di più ai poveri. Il quadro della situazione lo hanno dipinto Paolo Gozzani della direzione Cgil, Roberto Venturini della Fillea, e Stefano Nicoli della Filcams. «Manca una politica industriale a livello locale e nazionale. La cassa integrazine ordinaria - dice Venturini - ormai la stanno usando tutte le aziende. Quella straordinaria e la mobilità retribuita, in Italia, sono strumenti che possono utilizzare le imprese con più di 50 adetti nel commercio e turismo, e con più di 15 nell'industria. Con un accordo in Toscana, da 2 anni e mezzo abbiamo la Cig in deroga, ma pare che a fine 2011 potrebbe cessare, mentre la crisi ci sarà ancora. Noi chiediamo, anche con questo sciopero, che tali ammortizzatori vengano estesi a livello nazionale per tutte le aziende». «Come anche la mobilità in deroga, che grazie a un recente accordo con la Regione, può essere utilizzata nei suddetti settori per ora in Toscana», aggiunge Gozzani: «I dati del Dipartimento Mercato del Lavoro della Cgil Toscana dicono che diminuisce il lavoro stabile, che sale il precariato. Lo sciopero del 6 maggio, vuole ribadire che va mantenuto lo spirito di solidarietà fra tutti i lavoratori, e parte dal forte grido di allarme che lanciamo al governo e a Confindustria, perché peggiorano i salari e la crisi viene scaricata sui lavoratori». «Le 75 lavoratrici delle pulizie scolastiche, dipendenti di Compas e BeB Service, - spiega Nicoli - sono in mobilità e il 30 giugno andranno a casa. Lo stato ha fatto tagli, ha anche bloccato il turn-over dei bidelli, ma vuole ridare a loro il compito delle pulizie, integrando il servizio con imprese, tramite gare che dovrebbero fare le scuole con finanziamenti del governo. Le 75 donne, rischiano la beffa: se entro giugno gli istituti scolastici non faranno le gare, non potranno essere riassunte, in base al contratto delle pulizie, da aziende subentranti». Allarme Cgil anche per le pensioni: «Vanno rimodulati i coefficienti per calcolare la pensione - dice Venturini - I giovani di oggi avranno pensioni molto basse. In quanto all'Irpef, chiediamo che dai redditi sopra gli 800mila euro vengano prelevati soldi per incrementare gli stipenti dei lavoratori dipendenti.
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