Finanza
Coro di proteste dopo la giornata di tensioni per la fiaccolata di Forza Nuova
Basta con la città blindata
Claudio Figaia
Pucci: mai più in centro. La prefettura: stiamo valutando
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MASSA. Una giornata da anni di piombo quella di sabato scorso. Dalle 17,30 e fin quasi a mezzanotte il centro città è stato letteralmente blindato dalle forze dell'ordine: misure di sicurezza rigide, estese dalla zona Aurelia-Piazza Liberazione che hanno sconvolto shopping, traffico e abitudini del sabato cittadino. Il tutto per consentire la manifestazione della formazione di estrema destra Forza Nuova e contenere i gruppi dell'ultrasinistra che cercavano di impedirla (una contrapposizione che avrà coinvolto sì e no 150 militanti tra l'una e l'altra parte). Polizia e carabinieri hanno fatto il loro dovere e sono riusciti ad evitare scontri e disordini. Ma il costo pagato in termini di "vivibilità" della città è stato pesante. E, adesso, tutti protestano. «Inaccettabile, intollerabile. Basta con cortei e manifestazioni di questo genere in centro», dicono in coro commercianti - una stima di Ascom parla di 50-60mila euro di incassi mancati -, titolari di bar e ristoranti, forze politiche di destra e di sinistra, cittadini "ostaggio" a cui è stato negato il tradizionale struscio del dì di festa. Il problema non è però di facile soluzione. Perchè di mezzo c'è sì il diritto - costituzionale - alla "libera circolazione delle persone". Ma anche quello - anch'esso sancito dalla Costituzione - alla "libertà di manifestazione". «Io la questione l'ho posta da tempo - tuona il sindaco Roberto Pucci - con una lettera al prefetto in cui espongo presciamente i problemi che si sono verificati sabato scorso». Nella lettera dell'amministrazione si dice più o meno che "le ricorrenti manifestazioni di natura politica che si svolgono il sabato in centro creano difficoltà allo svolgimento dell'attività cittadina di passeggio, di acquisti, di relax. Dunque, fatto salvo il diritto a svolgere manifestazioni, si ritiene utile regolamentare meglio lo svolgimento di queste attività di sabato, sia riguardo all'indicazione di un luogo deputato alla manifestazione sia riguardo alle vie di accesso e deflusso da tale luogo. Si sollecita, per questo, un tavolo di concertazione per trovare una soluzione al problema". «Ebbene, sono ancora in attesa di una risposta», dice polemico il sindaco. In realtà, dopo l'invio della lettera, una riunione del comitato di ordine pubblico (organismo che riunisce in prefettura i rappresentanti delle amministrazioni e delle forze dell'ordine) centrata su questo problema c'è stata. «Stiamo studiando un percorso condiviso che contemperi le esigenze diverse di chi organizza manifestazioni politiche e di chi chiede di poter girare tranquillamente in città. Stiamo coinvolgendo i sindaci di Massa e di Carrara, ma anche coloro che di solito organizzano queste iniziative, per definire un protocollo. Si tratta di regolamentare, non vietare, perchè non è ovviamente possibile farlo, lo svolgimento dei cortei e dei presidi politici», spiega Massimo Valerio Romeo, vicario del prefetto. Il protocollo, però, non c'è ancora. E dunque, di fronte a un'ipotetica nuova richiesta di manifestare, la questura sarebbe, ad oggi, "costretta" a concedere l'autorizzazione e il sindaco ad "abbozzare". Perchè nei suoi poteri - dopo le recenti sentenze della Consulta sul decreto Maroni - c'è solo quello di vietare una manifestazione a fronte di "contingibili e urgenti" motivi di sicurezza (tipo: la concomitanza con altre iniziative pubbliche o il reale e concreto rischio di disordini).
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