Proteste
Unione dei Comuni al posto della Montana
Avviata la trasformazione che concluderà l'iter a fine anno
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La Comunità montana si trasforma e nei prossimi mesi nascerà l'Unione dei Comuni Montana della Lunigiana, così come per le altre 13 della Toscana. Il primo atto formale del percorso è stato l'approvazione dell'atto di indirizzo nel quale sono dettati i principi secondo i quali avverrà la trasformazione: il "sì" è arrivato dall'assemble della Cm. A favore si sono espressi i consiglieri di maggioranza (Pd, Psi, Udc e indipendenti), contro quelli di minoranza del Pdl.
«Quello del Pdl è davvero un voto poco comprensibile e senza motivazione - commenta il presidente Paolo Bissoli - visto che è il Governo Berlusconi ad aver tolto tutti i soldi alle Comunità montane e ad aver preparato un decreto che, di fatto, annulla questi Enti. Una posizione incomprensibile visto che la trasformazione in Unione dei Comuni va nella direzione di garantire comunque un governo del territorio con azioni coordinate tra i Comuni lunigianesi». Il voto è avvenuto al termine di un breve dibattito nel quale è intervenuto anche Oreste Giurlani, presidente dell'Uncem Toscana che ha sottolineato l'importanza di dare vita nelle 14 Comunità montane della regione a Unioni che conservino netta la caratteristica di "montanità" per differenziarsi da quelle aree urbane e di fondovalle dove i problemi sono diversi e, spesso, minori.
Una trasformazione non senza rischi: «Il pericolo - ha ribadito Bissoli - è che si possa perdere quel grande bagaglio di esperienza e di capacità di lavorare nell'ottica dell'unitarietà del territorio e che si possano perdere competenze; la trasformazione avviene per fortuna secondo quanto previsto dalla legge regionale del 2008 e al termine di una lunga fase di accordi con la Regione. Questo ci darà modo di continuare a gestire le deleghe principali (agricoltura, forestazione e bonifica) e di dare risposte ai Comuni che attraverso l'Unione ne gestiranno altre e anche in numero maggiore rispetto alle 15 attuali».
La prossima Unione nascerà dopo l'approvazione del nuovo statuto da parte dei Comuni lunigianesi e dopo il rinascimento da parte della Regione: dunque prevedibilmente a fine anno; il governo della Lunigiana ruoterà attorno alla Conferenza dei sindaci, il cui ruolo già da anni in Lunigiana è peraltro molto marcato. Accanto al presidente ci sarà anche una giunta, ma - come avviene già ora - i costi della politica saranno pari a zero visto che anche per gli amministratori della Unioni non è sono previste indennità.
«Nei prossimi mesi - conclude Bissoli - saremo protagonisti di una svolta importante: chiuderemo un'esperienza straordinaria, con un Ente come la Montana che è stata vicina per quaranta anni al territorio e ai suoi cittadini, in termini di lavori effettuati, servizi erogati e finanziamenti assegnati. L'Unione che stiamo facendo nascere potrà continuare lungo questa strada e dare anche risposte nuove: questo dipenderà soprattutto dalla capacità dei sindaci di lavorare insieme, ma anche da Stato e Regione».
«Quello del Pdl è davvero un voto poco comprensibile e senza motivazione - commenta il presidente Paolo Bissoli - visto che è il Governo Berlusconi ad aver tolto tutti i soldi alle Comunità montane e ad aver preparato un decreto che, di fatto, annulla questi Enti. Una posizione incomprensibile visto che la trasformazione in Unione dei Comuni va nella direzione di garantire comunque un governo del territorio con azioni coordinate tra i Comuni lunigianesi». Il voto è avvenuto al termine di un breve dibattito nel quale è intervenuto anche Oreste Giurlani, presidente dell'Uncem Toscana che ha sottolineato l'importanza di dare vita nelle 14 Comunità montane della regione a Unioni che conservino netta la caratteristica di "montanità" per differenziarsi da quelle aree urbane e di fondovalle dove i problemi sono diversi e, spesso, minori.
Una trasformazione non senza rischi: «Il pericolo - ha ribadito Bissoli - è che si possa perdere quel grande bagaglio di esperienza e di capacità di lavorare nell'ottica dell'unitarietà del territorio e che si possano perdere competenze; la trasformazione avviene per fortuna secondo quanto previsto dalla legge regionale del 2008 e al termine di una lunga fase di accordi con la Regione. Questo ci darà modo di continuare a gestire le deleghe principali (agricoltura, forestazione e bonifica) e di dare risposte ai Comuni che attraverso l'Unione ne gestiranno altre e anche in numero maggiore rispetto alle 15 attuali».
La prossima Unione nascerà dopo l'approvazione del nuovo statuto da parte dei Comuni lunigianesi e dopo il rinascimento da parte della Regione: dunque prevedibilmente a fine anno; il governo della Lunigiana ruoterà attorno alla Conferenza dei sindaci, il cui ruolo già da anni in Lunigiana è peraltro molto marcato. Accanto al presidente ci sarà anche una giunta, ma - come avviene già ora - i costi della politica saranno pari a zero visto che anche per gli amministratori della Unioni non è sono previste indennità.
«Nei prossimi mesi - conclude Bissoli - saremo protagonisti di una svolta importante: chiuderemo un'esperienza straordinaria, con un Ente come la Montana che è stata vicina per quaranta anni al territorio e ai suoi cittadini, in termini di lavori effettuati, servizi erogati e finanziamenti assegnati. L'Unione che stiamo facendo nascere potrà continuare lungo questa strada e dare anche risposte nuove: questo dipenderà soprattutto dalla capacità dei sindaci di lavorare insieme, ma anche da Stato e Regione».
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