Il dolore
Salvataggio Cermec, caos in maggioranza
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Fabio Traversi Passa la ricapitalizzazione ma Traversi prima esce poi si astiene
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CARRARA. La maggioranza si spacca sul caso Cermec: Fabio Traversi di Carrara Vive prima del voto sull'ordine del giorno, presentato dalla maggioranza anche se non in programma, è uscito dall'aula; in quel momento i consiglieri della coalizione che sostiene Zubbani erano in 16, senza di lui in 15. Approfittando del momento, l'opposizione è uscita in blocco. A quel punto, Traversi è dovuto rientrare per non mandare in crisi la maggioranza, ma si è astenuto. Un segnale di "mal di pancia", a dir poco. Il documento contestato è di poche righe e, come ricorda il capogruppo Pd Carlo Martini, dà mandato al sindaco di esplorare tutte le strade possibili, anche la ricapitalizzazione, per superare le difficoltà di Cermec e Errerre, con fondi o conferimenti (Area, ndr), a condizione di un nuovo piano industriale. «Non è un salto nel buio, e neppure una delega in bianco - assicura Martini - Da qui a giugno vogliamo un nuovo piano industriale, che garantisce che i soldi possano essere negli anni utili al mantenimento e al rilancio del piano dei rifiuti». Fabio Traversi così spiega il suo atteggiamento. «Con Cermec noi di Carrara Vive non abbiamo mai avuto a che fare, per rispetto dei cittadini vogliamo capire bene quali siano le reali situazioni della società. L'avevo detto alla Andreazzoli: firmiamo il documento unitario, ma ci sentiamo liberi di agire in qualsiasi direzione. Poi gli altri capigruppo hanno deciso di presentare comunque questo documento. E mi sono trovato nella spiacevole situazione di essere l'ago della bilancia: siccome non voglio prendere decisioni prima di conoscere l'entità del buco e le responsabilità, sono uscito. Poi sono rientrato per senso di responsabilità e mi sono astenuto. Bisogna però riflettere sul fatto che troppo spesso ci si ritrova in sedici». Durissimo il commento di Gianni Musetti della Destra: «Si stanno vendendo e stanno ipotecando tutto ciò che possono pur di coprire gli errori del passato. Alla città rimarranno solo i debiti da pagare e i servizi tagliati e sospesi».
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