Il Tirreno

Sanità. Galeano Fruzzetti: sbagliare è umano, ma non si possono penalizzare le donne lunigianesi

Punto nascita, Idv scende in campo

Fabrizio Palagi
Il punto nascita pochi giorni prima della chiusura
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Il punto nascita pochi giorni prima della chiusura

Si chiede alla Regione di riaprire il reparto di Pontremoli

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 PONTREMOLI. Il punto nascita potrebbe tornare in attività: il clamoroso colpo di scena non sembra del tutto impossibile dato che l'Idv, per voce del coordinatore provinciale, Galeano Fruzzetti, si sta muovendo in Regione per far tornare suoi propri passi l'Asl 1 Massa Carrara.  Una possibilità che di certo viene presentata a pennello e, altrettanto sicuramente, spinta dagli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato il dismesso (almeno ufficialmente) reparto maternità del Sant'Antonio Abate di Pontremoli.  Vale a dire i tre parti avvenuti in aprile nell'arco di 18 giorni, dopo lo stop imposto lo scorso 23 febbraio all'attività del punto nascita.  Infatti il 9, 23 e 27 aprile sono date da ricordare in quanto segnano la venuta al mondo di tre bambini proprio nelle sale del reparto chiuso, al cui posto è stato attivato un ambulatorio ginecologico diurno in cui operano quotidianamente solo un medico e un'ostetrica.  Ed ecco che l'Idv provinciale, appunto per voce del segretario Fruzzetti, scende in campo, allo stesso tempo chiamando a raccolta gli alleati per intraprendere un sorta di "crociata" contro la Regione Toscana e la stessa Asl, al fine di far riaprire la struttura, da tempo oggetto di scontri politici, prese di posizione più o meno di facciata, sit-in, manifestazioni e fiaccolate di protesta.  All'insegna di un perentorio «Urgente rivedere la programmazione del punto nascita», l'Idv afferma: «L'Italia dei Valori di Massa Carrara chiederà ai propri alleati politici sul territorio e, soprattutto, alla Regione Toscana di ripensare la propria programmazione rispetto al punto nascita di Pontremoli. Se sbagliare è umano, infatti, perseverare è diabolico. I fatti stanno dimostrando che le donne della Lunigiana sono penalizzate e questo è profondamente ingiusto: non è concepibile che il punto nascita più vicino in Lunigiana disti quasi cinquanta chilometri. Sarebbe come chiedere alle donne di Massa e Carrara di andare a partorire a Pontremoli o a Pisa. Occorre dunque fare un bagno di umiltà e riconoscere che l'aver chiuso il punto nascita di Pontremoli è stato un errore: ora occorre rimediare e ridare un servizio che si è dimostrato necessario e importante per le donne di tutta la Lunigiana».

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