Attenzione
I cittadini extracomunitari: «Il vescovo ci aiuti, siamo gli ultimi della terra»
I migranti invadono la chiesa
Claudio Figaia
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Il presidio delle forze dellordine davanti alla chiesa di S. Sebastiano Stamani l'«occupazione» della cattedrale
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MASSA. "Sì, domani andremo in chiesa, al duomo di Massa: la chiesa accoglie gli ultimi e noi siamo gli ultimi". Si terrà questa mattina alla cattedrale dedicata a San Francesco (il santo dei poveri) la manifestazione degli stranieri «irregolari» che chiedono il diritto «ad avere il permesso di soggiorno». Una protesta inusuale, forse mai vista - gli immigrati che "occupano" una chiesa? - e che fino ieri i suoi promotori hanno cercato di tenere segreta. Senza riuscirci fino in fondo. Le forze dell'ordine, infatti, che dovevano avere captato qualcosa, hanno risposto dispiegando nei giorni scorsi davanti alle chiese cittadine presidi di agenti in tenuta anti sommossa. Una misura di prevenzione che, a sua volta, ha suscitato molti interrogativi, perchè da questura e carabinieri non sono arrivate spiegazioni sul perchè di tale "blindatura". Svanito l'effetto sorpresa, i promotori dell'iniziativa - il Coordinamento dei migranti Toscana Nord e i Carc - hanno deciso allora di cambiare strategia e di "ufficializzare" la loro mobilitazione. «Abbiamo cercato di metterci in contatto con il vescovo senza riuscire a parlargli direttamente, ma abbiamo comunque informato la segreteria della Curia delle nostre intenzioni, che sono del tutto pacifiche», dice Marco Lenzoni, leader dei Carc. «La nostra non sarà un'occupazione. Semplicemente, entreremo nel luogo di culto e chiederemo di essere ascoltati», aggiunge Lamin Doufil, 33 anni, laurea in fisica, chimica e biologia, verniciatore nel settore nautico e portavoce del coordinamento migranti. Ascoltati da chi? Dal vescovo stesso, sperano i migranti. Monsignor Giovanni Santucci, tuttavia, pare all'oscuro di tutto. «Nessuno mi ha chiesto incontri sulla questione dei migranti, sono in contatto continuo con la Caritas ed altre organizzazioni che si occupano dei problemi dell'accoglienza e non sono emerse richieste in questo senso». Anzi, probabilmente, stamani il vescovo neanche sarà in cattedrale: la domenica è gioprno dedicato alle visite nelle diocesi. Il coordinamento migranti è formato da cittadini stranieri - molti i senegalesi - che da tempo si battono per ottenere un permesso di soggiorno «per ragioni giudiziarie». Tra di loro, infatti, tante sono le vittime della "truffa" dei permessi di soggiorno: ottennero, dietro lauto pagamento, contratti di lavoro (come colf o badanti) in realtà inesistenti. Una vicenda su cui è in corso un'inchiesta giudiziaria di cui non si conoscono gli esiti. «Ma tra di noi - dice Lamin -i sono anche immigrati truffati dallo Stato che hanno un contratto di lavoro, pagano l'Inps, hanno versato 500 euro per la regolarizzazione, ma hanno ricevuto lettere che negano loro il permesso di soggiorno. Le nostre vite sono sospese, non ce la facciamo più, qualcuno ci deve aiutare. E dopo avere «invaso», il marzo scorso, il consiglio comunale (dove furono ricevuti da capigruppo e sindaco), ora i migranti si preparano a «invadere» la Chiesa.
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