Il Tirreno

Grazie Pci, ma l'Idv è il mio approdo

Il deputato dell’Idv Fabio Evangelisti
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Il deputato dell’Idv Fabio Evangelisti

«Libero di litigare pure con Di Pietro. Candidarmi qua? Spero non me lo chiedano»

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Una vita dedicata alla politica, con il cuore sempre saldamente a sinistra. Nel centrosinistra. L'esperienza ai vertici del Pci provinciale, come segretario dal 1985 al 1990, poi nel 1991 anche una carica istituzionale: la presidenza dell'Apt. E una lunga esperienza da deputato: Fabio Evangelisti, classe 1954, è alla sua quarta legislatura, è membro della terza commissione affari esteri e comunitari, componente dell'Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo. Fu eletto per la prima volta fra i deputati nel 1992 per il Pds, nel 1994 per i Progressisti, nel 1996 nell'Ulivo. Passato all'Italia dei Valori, nel 2006 venne rieletto alla Camera, e nuovamente per il partito nel corso del 2008. Episodio: a seguito di una rissa il 10 febbraio 2010 alla Camera dei deputati, venne sospeso dall'Ufficio di presidenza per doodici giorni. Alle consultazioni regionali del marzo 2010 è stato eletto nel listino toscano dell'Italia dei valori, ma per incombatibilità con la carica di parlamentare si dimise. Dal 24 ottobre del 2010 ricopre la carica di segretario regionale dell'Idv. di Cinzia Carpita  MASSA. Gli interruttori e i led delle telecamere, negli studi televisivi nazionali, si sono accesi. L'hanno inquadrato in primo piano ed è diventato un protagonista.  Si può intercettare l'opinione pubblica e vivere un'improvvisa impennata di notorietà anche a cinquantasette anni, grazie a un cambio di rotta e a una serie di apparizioni televisive. Fabio Evangelisti, massese doc, una laurea in scienze politiche (quasi un destino), dopo un passato da comunista e pidiessino si ritrova sulla breccia da cinque anni, complice il suo ingresso nell'Italia dei valori. Una mezza svolta, ma innestata su un curriculum politico solido, di lungo corso.  Come parlamentare, è stato firmatario e cofirmatario di varie proposte di legge. Sulle sue schede biografiche si legge della carica di presidente del comitato Schengen (per la libera circolazione delle persone alle frontiere). Cariche, qualifiche, visibilità... Ha imboccato un'autostrada entrando nell'Italia dei valori?  «Direi di sì. Sono stato eletto nel partito di Di Pietro per la circoscrizione Toscana, e poi confermato due anni dopo. Attualmente sono vicecapogruppo vicario dell'Idv alla Camera. Credo negli obiettivi della coalizione Toscana Democratica a sostegno del governatore Enrico Rossi».  Si è guadagnato "poltrone" televisive in numerosi dibattiti, dai canali di Rainews, a Sky Tg24, a Tg Parlamento. Quale è stata l'ultima apparizione?  «Pochi giorni fa nella trasmissione Matrix di Canale 5, che ha affrontato il tema dell'immigrazione, il rapporto Francia-Italia».  Sfogli la sua agenda di impegni. In questo momento, ci sarà uno spazio per la campagna elettorale dell'Italia dei valori fra Lucca, Grosseto, Siena e Arezzo, in vista delle comunali e provinciali. In terra apuana i cittadini sceglieranno i sindaci a Montignoso e a Pontremoli. Ma qualche pensierino sulla sua Massa lo sta facendo... Qui si voterà per le amministrative nel 2013. Nutre qualche ambizione?  «A Massa ormai, riesco a venirci solo la domenica mattina per fare una corsa sulla spiaggia, ma il mio legame con questa città, così come con Carrara, è indissolubile. Il rischio è un distacco dal territorio, ma credo che in una situazione come è quella italiana di degrado morale, di indici economici al ribasso, fare qualcosa come parlamentare per il mio Paese significhi anche aiutare questa provincia, che è molto esposta ai problemi. Io sono uno dei parlamentari più attivi e il più attivo in Toscana secondo il sito OpenParlamento. Confesso che ho una paura nera che qualcuno mi chieda di candidarmi a livello locale: io vorrei portare avanti il mio lavoro di deputato. Sono un parlamentare italiano, non solo apuano; mi occupo di politica dalle Alpi alla Sicilia. In tal modo penso di poter dare una mano anche alla mia terra d'origine».  Cosa pensa dello scandalo del bilancio dell'Asl apuana?  «L'Idv non ha responsabilità per il buco di bilancio».  E del punto nascite chiuso a Pontremoli?  «In Lunigiana vive un quarto della popolazione della provincia, mi sembra francamente eccessivo che per partorire una donna debba fare una trasferta di 60 chilometri. Penso che sul punto nascita la Regione debba fare una riflessione. Ma dico anche: forse è il caso di fare un po' di autocritica in questo territorio prima di dire che stanno sbagliando gli altri. In questa provincia si stanno concentrando diverse problematiche: ci sono le questioni Asl, Cermec, Massa Servizi, Gaia, Cat-Atn».  Ma cosa ne pensa del piano regolatore di Massa fermo perché la Regione - ufficio dell'assessore all'urbanistica Marson (Idv) - ha richiesto modifiche? È un freno dell'Italia dei valori all'amministrazione Pucci?  «Se le osservazioni della Regione sono fondate, c'è il rischio di nuove colate di cemento, e la cosa mi preoccupa. Ci si deve interrogare, e pensare alle frane che ci sono state lo scorso anno, con vittime. Più che urlare su un territorio che non sopporta più altri pesi edificatori, vorrei che Massa trovasse un volano diverso dal costruire, guardando al recupero, e stando alla larga dal rischio di speculazioni».  Ogni parlamentare ha le proprie priorità. Quali sono le sue?  «Quelle dei cittadini sono il lavoro, la sicurezza, la salute, l'efficienza dei servizi pubblici. Ma secondo me, la prima necessità è il rispetto delle regole e della legalità. Invece, questa Italia che ha festeggiato i 150 dell'Unità, è divisa in due, con situazioni peggiori al centro-sud. Dove l'illegalità e la corruzione sono più diffuse, sono peggiori le condizioni economiche e occupazionali. La tutela del lavoro sta dentro il rispetto della democrazia. Ma - domando - siamo poi sicuri che le cosche non abbiano attecchito anche vicino a noi? Va alzato il livello di attenzione».  Lei o è in Parlamento, o è in giro per l'Italia, e soprattutto in Toscana. Ha appena parlato al telefono con qualcuno per spiegargli lo scopo dei comizi e i luoghi più opportuni per farli, ora racconta del suo percorso quasi quotidiano Firenze-Roma-Firenze. Non sta mai fermo. Ora dove sta andando?  «Ho l'appuntamento con la "Notte bianca della democrazia" a Firenze, per rilanciare i tre referendum: quello sull'acqua, che è un bene di tutti; quello contro il nucleare, perché vogliamo energie pulite; e quello contro il legittimo impedimento perché siamo custodi della Costituzione».  Quindi a 57 anni è un politico d'assalto. Ora va anche in televisione... Ma guarda anche indietro, a prima dell'Idv?  «Certo. Posso ringraziare il caro vecchio Pci, che mi ha dato veramente tanto. Ma l'Italia dei valori è stata il mio "liberal" approdo per dirla all'americana. Esempio: a marzo il mio voto sulla Libia è stato difforme da quello del gruppo, che però oggi è schierato sulle mie posizioni. C'è confronto nel partito. E martedì prossimo ci anningiamo a votare una mozione che contiene anche la mia firma, per dire no all'escalation militare in Libia».  Insomma, non è d'accordo neppure con l'Idv?  Allarga le braccia soddisfatto: «Sono anche libero di litigare con Di Pietro. E lo ringrazio per questa mia "second life"».

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