Sicurezza
Crisi in maggioranza. Durante un infuocato consiglio comunale arrivano le dimissioni dellassessore al turismo Roberto Cimoli
Casola sceglie di restare con Palazzo Ducale
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La frana sulla strada regionale 445 causa tensioni in giunta Bocciata la proposta di un referendum popolare per passare sotto la Provincia di Lucca
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CASOLA. Non passa in consiglio comunale la mozione proposta dal gruppo di minoranza Casola Viva per indire un referendum per il distacco del Comune di Casola dalla Provincia apuana e aderire a quella confinante di Lucca. Intanto nella maggioranza si è registrata un'altra defezione dopo le dimissioni di Emma Bertolucci e Umberto Gervasi con l'assessore alla cultura, sport e turismo, Roberto Cimoli, che ha annunciato la sua uscita dalla giunta comunale, unica in tutta la provincia governata dal centrodestra. Non c'è che dire si arroventa il clima politico a Casola con oramai un sostanziale pareggio tra i consiglieri che siederanno da ora in avanti sui banchi di maggioranza e delle due minoranze, con sei esponenti ciascuno e il sindaco Riccardo Ballerini che fa la differenza nella maggioranza. L'ex assessore Cimoli, è il caso ormai di definirlo così, durante la votazione della proposta presentata da Fabio Baroni e Caterina Tesconi di Casola Viva, sul referendum popolare per cambiare provincia, motivato dalla scarsa considerazione che l'Ente apuano riserverebbe verso il piccolo Comune montano, con la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i ritardi dei lavori di ripristino della frana sulla strada regionale 445, ha votato apertamente a favore cosa che non hanno fatto gli altri esponenti della maggioranza e anche gli appartenenti all'altro gruppo di opposizione composto dai militanti del Partito democratico. Non solo Cimoli ha dato il clamoroso annuncio di rimettere nella mani del sindaco la delega da assessore. Mentre il Pd sostenendo di appoggiare appieno l'operato della Provincia di Massa Carrara ha deciso il suo no ad appoggiare il referendum, la maggioranza ha invece lasciato uno spiraglio chiedendo che la proposta sia avvallata dalle firme del 20% della popolazione, quindi circa 200 persone. Baroni ha invece rilanciato l'idea di arrivare presto al quesito popolare chiedendo al sindaco Ballerini e al capogruppo dell'altra minoranza Michele Ottolini di essere alla testa, assieme a lui, di un Comitato promotore dell'iniziativa che si attivi a raccogliere le firme necessaria della popolazione. Comitato che comunque sia anche senza Ballerini e Ottolini, Baroni e la Tesconi hanno in progetto di costituire proseguendo così il loro percorso per il distacco da Massa Carrara. M.L.
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