Il Tirreno

Organizzata dall’associazione Lo Stercorario

Caccia al tesoro speciale fra i monumenti della città

Luca Menconi
Un momento della caccia al tesoro in città
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Un momento della caccia al tesoro in città

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 CARRARA. Un'entusiasmante caccia al tesoro, o meglio, allo Stercorario. Questa è stata l'iniziativa promossa ieri dalla associazione culturale "Lo Stercorario" che ha portato i partecipanti a visitare alcuni monumenti della nostra città. I "cercatori" hanno iniziato alle 17 e 15 in Piazza Alberica, di fronte al bar "Leon D'Oro". Il percorso ha toccato successivamente la statua di Maria Beatrice D'Este, la Fontana del Gigante, la statua di Mazzini, il Cavallino di Arturo Dazzi e il Cinghiale di Piazza Farini. Ogni monumento veniva raggiunto dopo aver risolto un enigma che ne celava il nome. Una volta risolti gli indovinelli, il percorso si è concluso all'enoteca "Velia", luogo indicato dall'unione delle lettere collocate presso i monumenti, per un brindisi.  Nata il 19 aprile, l'associazione "Lo Stercorario", che conta una decina di membri, ha promosso l'iniziativa con l'intento di rivalorizzare il patrimonio monumentale di Carrara. Alla domanda del perchè sia stato scelto come simbolo il noto insetto coprofago, il presidente dell'associazione Carlo Volpi ha risposto: "Lo Stercorario si configura come un simbolo positivo in una società degradata". A spiegarne meglio il senso è stata la vice-presidentessa Orietta Verdiani, per la quale, "senza scopi polemici od intenti critici, in una società come quella attuale, è necessario rifarsi allo Stercorario, che, nonostante tutto, compie il suo lavoro, se non altro per sopravvivere". Un simbolo, dunque, quanto mai inconsueto, per rappresentare l'uomo onesto e lavoratore, spesso ignorato o sottovalutato. Pubblicizzata via Facebook e attraverso il volantinaggio, la caccia allo Stercorario è soltanto la prima di una serie di iniziative culturali previste nel prossimo futuro. Per l'estate, l'associazione prevede di organizzare un "Festival del Braccio" da contrapporre al più noto "Festival della Mente" di Sarzana. In conformità con il simbolo scelto, si intende celebrare la cultura del lavoro manuale, dal marmo alla nautica, che è la radice su cui fonda la realtà socio-economica della città.

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