Trasporti
Sul social network le immagini di un tifoso bianconero imbavagliato e chiuso in un frigorifero
Legato "per scherzo" dagli amici
Rossana Lazzini
Giocatori della Massese gli autori degli scatti apparsi su Facebook
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MASSA. Legato e chiuso dentro un frigorifero per i gelati, per gioco, perchè tanto lui è un uomo mite e benvoluto. Legato dalla testa ai piedi con il nastro adesivo ad una panchina. Il tutto fotografato con telefonini cellulari e quindi inserito su Facebook Autori del "reportage", due giocatori della Massese: Dario Milianti e Alessandro Trabacchi. Le immagini sono apparse poi sui profili di altri giocatori bianconeri. Nel tardo pomeriggio di ieri, però, sono state eliminate. Vittima dello scherzo è un uomo non più giovane, da sempre vicino alla Massese, innamorato della squadra cittadina e conosciutissimo dai giocatori e dall'intero staff bianconero. Un "amico" dei calciatori, insomma, sempre pronto a fare un favore, a dare una pulita agli spogliatoi, ad eseguire semplici commissioni. Un "amico" a cui spesso, la domenica sera dopo la partita, i giocatori offrono una cena in pizzeria, a cui talvolta fanno piccoli regali - in passato gli hanno pure donato una bicicletta nuova - a cui rivolgono bonarie prese in giro. E, di sicuro, anche quella specie di tortura a cui viene sottoposto nel "servizio" fotografico apparso su Facebook, è stato considerata uno scherzo innocente dai suoi autori. Certo, però, che vedere un uomo imbavagliato e legato con un nastro stile tortura ad una panchina, oppure vederlo chiuso in un frigorifero per i gelati, fa un brutto effetto. Soprattutto se si tien conto che la vittima dello scherzo è una persona debole, svantaggiata, probabilmente non in grado di opporsi in modo risoluto e, forse, di capire fino in fondo ciò a cui veniva sottoposto. Poche ore dopo che le immagini vengono taggate su Facebook (quella del frigo con la didascalia "che gelato vuoi?»), arriva una segnalazione anonima e piuttosto indignata in redazione: «Sono un tifoso, andate a vedere che cosa mettono in rete i nostri giocatori». Luca Marcuccetti, uno dei giocatori della Massese destinatario delle foto, commenta sul social network: «Siete dei pazzi reali!!!» e poi: «Alla fine qui si va tutti in galera, ufficiale». La diffusione su Facebook di queste immagini non sembra comunque aver provocato grande indignazione o sconcerto. Trabacchi e Milianti minimizzano e si difendono: «Nessuna intenzione di fare del male al nostro amico. Se non si fosse trattato di una cosa innocente, di certo non l'avremmo messa su Facebook», dicono in sostanza, quasi stupiti del clamore suscitato dalla vicenda. Poco più tardi, però, ritirano le fotografie "scomode" dal social network, lasciando suoi loro profili ben più normali immagini di azioni di gioco.
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