Il Tirreno

Pericolo di fuga per le ragazze rumene: il pm chiede l’incidente probatorio

Il vescovo da don Peretti

Gabriele Dini
La chiesa di Turano
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La chiesa di Turano

Il gip autorizza la visita al prete ai domiciliari

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  MASSA. Da una settimana la chiesa di Turano è senza la sua guida spirituale. Per questo l'avvocato di don Giuseppe Peretti, il parroco finito agli arresti domiciliari perché accusato di molestie da due giovani rumene, ha chiesto al Gip Silvia Carpagnini di autorizzare l'ingresso del vescovo Giuseppe Santucci nella canonica della frazione. Intanto il pm ha chiesto l'incidente probatorio e quindi un nuovo interrogatorio per le due adolescenti finite in un giro di prostituzione.  L'input al legale Giacomo Bugliani - che nella giornata di giovedì ha inviato al Tribunale di Genova la richiesta di annullamento della degli arresti - è arrivato dallo stesso vescovo. Dopo poche ore dalla richiesta il gip ha autorizzato monsignor Santucci a far visita al sacerdote nella sua abitazione. Il vescovo - che sin dal giorno del confinamento di don Peretti ai domiciliari - ha espresso solidarietà al religioso, andrà a portare conforto all'anziano prelato. Ma soprattutto, ed è per questo motivo che il gip ha immediatamente accolto la richiesta dell'avvocato Bugliani, che la Diocesi ha di riorganizzare la comunità parrocchiale in assenza del parroco.  L'istanza dell'avvocato Bugliani per la scarcerazione di Don Peretti è invece al vaglio del Pm Sabrina Monteverde, che dovrà dare il suo parere al Gip.  E' probabile, infine, che il Gip accolga la richiesta di incidente probatorio, con il quale le due ragazze romene, per le quali si teme quotidianamente la fuga dalla casa di accoglienza in cui vivono dal giorno di Pasqua, verrebbero ascoltate prima del dibattimento.  La testimonianza delle due ragazze è stata fondamentale nel convincere il pm della Procura di Genova a chiedere misure cautelari verso tre persone. Oltre a Peretti sono finiti ai domiciliari anche il commerciante Guerrino Della Bona e un nordafricano. secondo gli inquirenti gli ultimi due avrebbero fruito delle prestazioni sessuali delle due rumene (entrambe under 16) nella zona della stazione. Più sfumata, a quanto pare, la posizione del parroco di Turano.  Le ragazze, nel suo caso, avrebbero parlato di molesti e palpamenti avvenuti all'interno della canonica di Turano. L'avvocato del parroco nega ogni coinvolgimento del suo assistito. E anche il vescovo è intervenuto in sua difesa affermando che chi fa carità è esposto a ricatti e minacce.  La chiave di tutto sta negli elementi in mano agli inquirenti. Nei giorni scorsi si è paralto di intercettazioni e immagini compromettenti. Ma in proposito il riserbo è massimo, visto che l'inchiesta sulla prostituzione è ancora in corso e, a dire di chi sta conducendo le indagini, potrebbe portare a nuovi arresti "eccellenti".

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