Sicurezza
I cobas marmo in corteo con gli anarchici
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Giovanni Pedrazzi E intanto rilanciano la battaglia sul lavoro usurante dei cavatori
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CARRARA. Come ogni anno, i Cobas del Marmo di Massa Carrara, invitano i propri militanti a partecipare alla manifestazione del 1º Maggio degli anarchici, che domani si raduneranno alle 9,30 in piazza Battisti, dove parleranno Francesco Carlizza di Roma e Matteo Procuranti che farà un intervento sulla vicenda del Politeama. Ma il tema di quest'anno della manifestazione anarchica è l'immigrazione: nei manifesti affissi in città ci sono due foto, una dell'epoca in cui gli italiani emigravano in America e l'altra sugli attuali arrivi sulla coste italiane. I Cobas marmo, mettono in luce un altro aspetto: «Per noi il 1º Maggio è un giorno di dolore e di denuncia delle condizioni vessative di lavoro che devono sopportare gli operai italiani in genere. In questi giorni si è parlato molto dell'apertura dei negozi per il 1º Maggio. Abbiamo apprezzato la proclamazione dallo sciopero indetto dalle categorie sindacali del commercio, e invitiamo i nostri iscritti e simpatizzanti ad aderirvi». Provocatoriamente i cobas dicono: «Si proclami lo sciopero degli acquisti, per un giorno non muore nessuno». Nel contempo rilanciano la questione dei lavori usuranti, sottolineando l'iniziativa dei parlamentari Rigoni, primo firmatario, Bocci, Fioroni, Fontanelli, Ginoble, Gnecchi, Grassi, Peluffo e Schirru: si tratta di una proposta di legge, prima annunciata e poi presentata materialmente, Rigoni e gli altri parlamentari, "rilanciano" la legge n. 5 del 3 gennaio 1960 sulla "riduzione del limite di età pensionabile per i lavori delle miniere, cave e torbiere": una legge che non ha incluso i lavoratori delle cave a cielo aperto. L'obiettivo di Rigoni è quello di far includere anche questa categoria. Una battaglia che i cobas del marmo, con in testa il leader Giovanni Pedrazzi, hanno intrapreso da anni. «Si tratta - dice Rigoni - di un'attività altamente usurante, i cui riflessi sull'uomo non si discostano da quelli dell'attività die minatori e dei cavatori in sotterraneo. pertanto appare un atto di giustizia riparatrice nei confronti di questo nobili lavoratori, la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale, la misura che si dispone con la prosente proposta di legge, volta a estendere a questi ultimi i benefici indicati dalla legge 5 del 1960, superando così un'ingiustizia di disparità di trattamento previdenziale». Di recente è diventato legge il decreto sui lavori usuranti, che include i cavatori, ma la Fillea Cgil sostiene che per come è articolata, pochi degli attuali cavatori apuani ne saranno avvantaggiati per andare in pensione anticipata. C.C.
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