Il Tirreno

Scuola, tagli di classi all'orizzonte

Fabrizio Palagi
Rischi in vista per gli studenti lunigianesi
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Rischi in vista per gli studenti lunigianesi

Per il prossimo anno si profila una nuova mazzata per l'istruzione lunigianese

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Tagli in vista per gli indirizzi di scuola superiore lunigianesi: seppure non confortate dall'ufficialità, nei vari istituti del comprensorio circolano notizie poco rassicuranti in merito al numero delle classi di cui saranno dotati nel prossimo anno scolastico. Una situazione di incertezza totale, come rimarcano alcuni dirigenti scolastici lunigianesi, che pregiudica non poco il buon andamento della istruzione pubblica, come peraltro già denunciato dal Corriere Apuano.

Nel nome della riorganizzazione del settore, si preannunciano dunque tagli drastici per la scuola pubblica, quantificabili (se tutto ciò verrà ufficializzato) in una notevole perdita numerica della popolazione studentesca del territorio. Riduzioni che potrebbero coinvolgere l'istituto Belmesseri di Pontremoli, ad esempio, al pari del Da Vinci di Villafranca e del Pacinotti di Fivizzano. «Abbiamo interpellato la dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Maria Alfano - dice Luigi Sebastiani, preside dei vari indirizzi del Pacinotti - però senza ottenere rassicurazioni o conferme dei famosi tagli.

Unica certezza è quella che entro metà maggio ci verranno fornite notizie in proposito. Ma da quanto posso capire, il proposito è quello di ridurre il numero delle prime classi del prossimo anno scolastico, cosa che, nel caso delle quattro sedi su cui sono disposti gli indirizzi del Pacinotti, comporterebbe un taglio netto di un'ottantina di studenti». Una mannaia, quindi, potrebbe abbattersi su indirizzi professionali, come elettrotecnici, odontotecnici, servizi sociali e turistici, oltrechè a licei come il classico di Aulla, la cui prima classe è di solito non numericamente alta. Entrerebbe dunque in ballo la cosiddetta "asticella", ossia un limite minimo di iscizioni per aver diritto ad allestire più classi prime dello stesso indirizzo di studi.

«Sarebbe un colpo tremendo per la Lunigina - prosegue Sebastiani - che affosserebbe oltrechè isolare ancora di più il nostro comprensorio. Ma di fronte alla "contabilità", davvero poco sono considerate le esigenze della zona. Comunque mi sto attivando, assieme ai miei collaboratori, per intraprendere un'azione comune e quindi tentare di salvare il salvabile. Ho già contattato la Comunità montana per avere un incontro in proposito e quindi sensibilizzare gli Enti locali e le stesse scuole».

Interpellata sulla questione, la dirigente provinciale Maria Alfano si limita a confermare il progetto di riduzione delle prime classi: «Entro metà maggio, la dirigenza regionale della pubblica istruzione ci assegnerà il budget per il prossimo anno e solo allora sapremo se verranno effettuate o no le riduzioni in questione». «Non facile, al momento - dice un insegnante che preferisce restare anonimo - quantificare le possibili perdite di alunni nel caso venisse sancita la riduzione delle prime classi per l'anno scolastico 2011-12, ma, anche nel migliore dei casi, la Lunigiana perderebbe un bella fetta di popolazione studentesca».

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