Il Tirreno

Il sottosegretario Saglia ha replicato all’interrogazione del parlamentare

Rigoni: su Nca il governo è evasivo, unica certezza è lo stato di crisi complessa

Uno scorcio di Nca e l’on. Rigoni
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Uno scorcio di Nca e l’on. Rigoni

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 CARRARA. L'onorevole Andrea Rigoni del Pd aveva presentato un'interrogazione sul futuro di Nca, in commissione attività produttive, insieme al collega Paolo Fadda sempre del Pd. Ieri è arrivata la risposta del sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, ma in realtà - sottolinea il parlamentare apuano - «Mi sono dichiarato insoddisfatto, perché alle mie domande precise non ho ricevuto risposte puntuali. Io - ricorda - avevo chiesto soprattutto se il governo intendeva garantire la continuità aziendale con la presenza del pubblico, e su questo non ha detto niente; nessun cenno alle risorse che si intendono mettere in campo per l'accordo di programma, e neppure su quali soluzioni industriali ha individuato Invitalia. E anche alla mia ultima domanda, se il ministero ritenga inevitabile la liquidazione dopo questa commessa per le Ferrovie, non ha avuto cenno di riscontro». Tanti elementi negativi, e un unico aspetto da evidenziare: «Il sottosegretario - aggiunge l'onorevole Rigoni - ha riferito che si sta registrando la richiesta di riconoscimento della crisi industriale complessa, approvata il 13 aprile. Per il momento è un atto formale, e riguarda tutta l'area apuana: da qui si possono attivare i percorsi per trovare delle soluzioni. Il problema vero - ribadisce - è che non ci viene detto qual è la via di uscita per Nca: dopo che abbiamo acquisito la commessa delle Ferrovie, e alla luce del riconoscimento di zona di crisi complessa, insistiamo con il governo perché ci dica quante risorse vuole mettere in campo, quali le linee per il futuro e qual è il settore verso cui si sta muovendo Invitalia visto che a loro avviso la navalmeccanica ad oggi non è un ambito percorribile. Certamente, questo dello stato di crisi è un passo avanti, ma noi vogliamo insistere per avere risposte e certezze di risorse».  In particolare, il sottosegretario Stefano Saglia, nella parte conclusiva della sua risposta - in cui di fatto si è limitato a ricostruire gli ultimi due anni della vertenza - spiega che il ministero per lo sviluppo economico, «in attuazione degli impegni assunti, ai sensi del proprio Decreto ministeriale del 24 marzo 2010, con il quale è stata introdotta la disciplina di dettaglio della riforma degli interventi di reindustrializzazione, ha dato avvio alla cosiddetta procedura di formale accertamento della crisi industriale complessa, che si è conclusa con il D.m. del 13 aprile 2011. Tale atto, propedeutico alla definizione dell'Accordo di Programma, è in corso di registrazione presso gli organi di controllo. Nel contempo, sono stati avviati i contatti con le Amministrazioni interessate per la definizione del programma complessivo di intervento, oggetto dell'Accordo di programma per la reindustrializzazione dell'area di crisi di Massa e Carrara. Va rilevato, infine, che l'azione congiunta del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Istituzioni regionali e locali, hanno creato le condizioni affinché fosse assicurata la piena continuità dell'azienda in relazione, sia alle commesse acquisite, che al perseguimento della sostenibilità economica, necessaria per un mutamento dell'assetto azionario, che veda protagonisti soggetti privati», conclude il sottosegretario.

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