Il Tirreno

Il paziente psichiatrico? Ricoveriamolo

Claudio Figaia
<b>PSICHIATRIA. </b>Assistenza ridotta per i pazienti psichiatrici Nella foto: l&#146;ospedale
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PSICHIATRIA. Assistenza ridotta per i pazienti psichiatrici Nella foto: l’ospedale

Oltre 4mila gli utenti della Salute mentale, ma l'Asl riduce l'assistenza sul territorio

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 MASSA. Oltre 4mila (4.048) cittadini con oltre 17 anni e 784 adolescenti che hanno una cartella clinica al dipartimento di Salute mentale dell'Asl di Massa Carrara. 1.777 persone adulte più 523 adolescenti che nel corso dell'anno (il 2009) hanno ricevuto 4 o più prestazioni nei servizi di Salute mentale territoriale; 559 "alti utilizzatori" dei servizi psichiatrici (che si sono rivolti 18 o più volte al dipartimento). Sono impressionanti i numeri delle persone alle prese con disturbi di ordine psichiatrico di vario genere e gravità.  Anche per loro, per chi è alle prese con disagi di questo tipo, sono in arrivo tagli e restrizioni. Lo denuncia la Cgil, che accusa sindaci, forze politiche e la direttrice generale dell'Asl Maria Teresa De Lauretis di non rispettare la promessa di tutelare i soggetti più deboli e di non trasferire sui servizi le difficoltà dell'azienda sanitaria generati dal maxi buco di 270 milioni di euro.  Nel report sulla sanità apuana, l'istituto S.Anna assegnava, già nel 2009, al settore pischiatrico Asl 1 la performance peggiore in Toscana. Qui abbiamo la più alta percentuale di utenti psichiatrici della regione, troppi ricoveri in ospedale (ripetuti) e troppi Tso (trattamenti sanitari obbligatori).  Da anni, gli operatori - psichiatri, infermieri, assistenti sociali - segnalano la inadeguatezza della rete dei servizi territoriali e delle strutture residenziali di assistenza. Una carenza che si traduce anche in maggiori costi: l'Asl spende milioni di euro, ogni anno, per tenere lontani dalle loro famiglie e dai loro medici decine di pazienti, sparsi in tutta Italia.  Ebbene, pur di fronte a questa situazione di "arretratezza", denunciano Isa Zanzanaini, responsabile dipartimento socio-sanitario Cgil e Valerio Musetti responsabile sanità Fp Cgil, i tagli ci sono, eccome.  Secondo il Piano sanitario regionale, spiegano i due sindacalisti, il servizio psichiatrico "è organizzato per assicurare tutti i giorni dell'anno nell'arco delle 24 ore una risposta a domande sia programmate che urgenti, di tipo ambulatoriale e domiciliare". «Ma da noi i pazienti che hanno bisogno di un medico di notte e nei giorni festivi vengono inviati in ospedale, nel reparto che associano alle loro crisi peggiori. La nostra unità anticrisi, per di più, lavora soltanto al mattino, invece che fino alle 20».  Una specie di «controsenso» terapeutico, denuncia la Cgil: «Tutti sanno che per prevenire crisi, ricoveri e ricadute, sono vitali una rete integrata di servizi riabilitativi, una buona assistenza domiciliare e interventi che facilitino l'inserimento sociale e lavorativo». Invece, «in questi giorni, le ore di assistenza domiciliare hanno subito riduzioni importanti e non motivate. Gli operatori domiciliari, che costituiscono il punto di riferimento più vicino ai pazienti psichiatrici e alle loro famiglie e che stanno sopportando tagli importanti sui loro stipendi, appartengono in larga parte proprio a quei lavoratori del mondo cooperativo che tutti sono pronti, a parole, a difendere come i più deboli e più esposti».  Non solo, denuncia ancora la Cgil: «Da tempo, poi, sono stati bloccati i finanziamenti di attività riabilitative come pittura, teatro, informatica, sartoria, palestra, attività senza le quali diventa quasi impossibile programmare percorsi credibili di reinserimento sociale. E' così che si rispetta l'impegno a non toccare i servizi?»  Per questo la Cgil ritiene «urgente» un ripensamento «organico» dei servizi psichiatrici, «che non possono essere lasciati in preda ad estemporanee indicazioni di contenimento dei costi».  Il sindacato, inoltre, chiede che siano immediatamente sospesi i tagli e che i tavoli di concertazione sui PIani di intervento sanitario della zona di costa e della Società della salute della Lunigiana «si aprano proprio dall'esame della psichiatria, che consideriamo il tema da affrontare con la maggiore urgenza».

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