Italia
Cassa, doppia maximulta
L'Agenzia delle entrate contesta operazioni del 2004-2005
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CARRARA. Un doppio contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per la Cassa di Carrara: le cifre in ballo sono rispettivamente di circa un milione e mezzo nel primo caso (fra imposta, interessi e sanzioni), e circa 2,2 milioni nel secondo. Ma, per il momento, non è stato ritenuto che fosse il caso di effettuare accantonamenti in bilancio. La battaglia è in corso nelle aule delle commissioni tributarie, per operazioni analoghe compiute sia dalla capogruppo Carige che dalla controllata Cassa di Carrara (90% Carige, 10% Fondazione Cassa). La prima operazione contestata dall'Agenzia delle Entrate sia alla Carige (dalla direzione regionale ligure) che alla Cassa di Carrara (direzione regionale toscana) attraverso avvisi di accertamento, riguarda il 2004. Nelle relazioni allegate al bilancio del gruppo, si spiega che l'operazione consisteva in un acquisto a pronti e in una cessione a termine di titoli obbligazionari emessi nel Regno Unito e denominati in lire turche, per la quale la banca ha fruito di un credito per imposte assolte all'estero, «previsto sia dall'art. 165 Tuir (testo unico delle imposte sui redditi) e sia dalla Convenzione Italia e Regno Unito». La prima contestazione alla Cassa di Carrara è stata notificata il 22 dicembre 2009. L'importo ripreso a tassazione ammonta a 700mila euro in termini di imposta oltre interessi liquidati in 100mila euro e sanzioni in misura pari al 100% dell'imposta (altri 700mila euro, totale 1,5 milioni). Avverso gli avvisi di accertamento, la Cassa ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Firenze. Pendente il ricorso, è stata notificata cartella di pagamento; per ottenere l'annullamento dell'iscrizione a ruolo, la Cassa ha presentato ulteriore ricorso alla Commissione Tributaria di Firenze. Nel caso analogo relativo alla Carige, la commissione di Genova ha accolto l'istanza essendo state ritenute "non manifestamente infondate le questioni e le argomentazioni proposte dalla ricorrente". Seconda contestazione. Il 3 settembre 2010, alla Cassa di Carrara sono arrivati avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di Massa-Carrara contenenti rilievi relativi ad un'operazione di investimento effettuata nel 2005, in prosecuzione di quella contestata per l'anno 2004. Il 26 novembre, la Cassa ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Il 20 dicembre 2010, l'Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Liguria ha notificato alla Cassa, in qualità di società inclusa nel consolidato fiscale nazionale, e a Banca Carige, in qualità di consolidante, un avviso di accertamento conseguente ai rilievi notificati il 3 settembre alla Cassa. Gli importi ripresi a tassazione ammontano a 900mila euro, oltre interessi per 100mila euro e sanzioni in misura pari al 132% (quindi, circa 2,2 milioni complessivi). Nella relazione di bilancio del gruppo Carige si spiega che «Tutte le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate si basano sulla pretesa applicabilità del principio di"abuso del diritto"», ma, come accennato, «Banca Carige e Cassa di Risparmio di Carrara, pur riconoscendo un elevato grado di incertezza sull'esito dei contenziosi in corso, ritengono sussistere i presupposti di fatto e di diritto per vedere riconosciute le ragioni in merito alla legittimità del proprio operato, ragioni che saranno tutelate in ogni opportuna sede nazionale e internazionale. Supportate dal parere di qualificati professionisti esterni, esse hanno ritenuto non sussistere i presupposti richiesti dal principio contabile di riferimento (Ias 37) per effettuare accantonamenti in bilancio». M.B.
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