Il pm sgrida le difese «Voi non volete proprio che si accerti la verità»
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A un certo punto il pubblico ministero Federico Manotti ha perso la pazienza e si è messo a urlare contro gli avvocati che difendono i tredici imputati del processo sullo scandalo cremazioni al cimitero del Mirteto. Era qualche minuto che il sostituto procuratore sbuffava per il comportamento dei legali che lo0 interrompevano ogni volta che poneva una domanda all'ex dipendente di Euroservizi Enzo Raffaello Pucci o al maresciallo del carabinieri Stefano Castellano, che ha coordinato le indagini che hanno portato a scoprire che fine facessero i defunti che capitavano in quel camposanto.
«Adesso basta - ha detto Manotti, quando ha visto un avvocato ridacchiare -. Fanno le domande e poi non stanno neppure ad ascoltare le risposte. Così non ci sto, le difese non vogliono che si accerti la verità». Immediata, e comprensibile, la reazione dei legali. Soprattutto Roberto Iacopetti e Adriano Martini, difensori dell'ex dipendente comunale Renzo Fialdini: «Non si permetta di insinuare una cosa del genere», ha tagliato corto Martini. È stato lo scontro più duro in una mattinata fatta tutta di punzecchiature da una parte e dall'altra: le difese volevano poter contestare i quesiti del pm anche quando questi non riguardavano i loro assistiti.
Ci ha pensato il presidente Paolo Puzone, presidente del collegio composto da Cosimo Ferri e Antonia Aracri, a ripristinare la calma. Castellano è stato bersagliato da una raffica di domande dagli avvocati degli imputati, ma ne è uscito bene. Quando gli veniva chiesto di operazioni che non aveva svolto lui di persona diceva che bisognava ascoltare i carabinieri del Noe o quelli dei Nas (e sarà fatto nella prossima udienza, già fissata per il 25 maggio). Si è parlato prevalentemente di Fialdini, con Iacopetti e Martini che hanno puntato l'indice sui mancati controlli di Massa servizi: «Come mai nessuno, oltre Euroservizi, firmava i referti di avvenuta cremazione?».
In realtà Massa Servizi veniva scritto accanto alla firma del crematore in stampatello. Ma Castellano ha parlato anche dei corpi di due parenti della Versilia trovati nel campo 22 dentro due body bag. «Risultavano cremati nel 2004, invece li abbiamo trovati nel camminamento di un campo. Anche in quel caso la cremazione avrebbe dovuto farla Euroservizi», ha continuato il sottufficiale. Infine le domande delle parti civili all'ex operaio Pucci: «È possibile che abbiate mescolato le ceneri di più defunti e che ora non sappiate riconoscerli?», ha chiesto il legale dell'associazione parenti dei defunti. La risposta secca: «Sì». Si torna in aula il 25 maggio.
«Adesso basta - ha detto Manotti, quando ha visto un avvocato ridacchiare -. Fanno le domande e poi non stanno neppure ad ascoltare le risposte. Così non ci sto, le difese non vogliono che si accerti la verità». Immediata, e comprensibile, la reazione dei legali. Soprattutto Roberto Iacopetti e Adriano Martini, difensori dell'ex dipendente comunale Renzo Fialdini: «Non si permetta di insinuare una cosa del genere», ha tagliato corto Martini. È stato lo scontro più duro in una mattinata fatta tutta di punzecchiature da una parte e dall'altra: le difese volevano poter contestare i quesiti del pm anche quando questi non riguardavano i loro assistiti.
Ci ha pensato il presidente Paolo Puzone, presidente del collegio composto da Cosimo Ferri e Antonia Aracri, a ripristinare la calma. Castellano è stato bersagliato da una raffica di domande dagli avvocati degli imputati, ma ne è uscito bene. Quando gli veniva chiesto di operazioni che non aveva svolto lui di persona diceva che bisognava ascoltare i carabinieri del Noe o quelli dei Nas (e sarà fatto nella prossima udienza, già fissata per il 25 maggio). Si è parlato prevalentemente di Fialdini, con Iacopetti e Martini che hanno puntato l'indice sui mancati controlli di Massa servizi: «Come mai nessuno, oltre Euroservizi, firmava i referti di avvenuta cremazione?».
In realtà Massa Servizi veniva scritto accanto alla firma del crematore in stampatello. Ma Castellano ha parlato anche dei corpi di due parenti della Versilia trovati nel campo 22 dentro due body bag. «Risultavano cremati nel 2004, invece li abbiamo trovati nel camminamento di un campo. Anche in quel caso la cremazione avrebbe dovuto farla Euroservizi», ha continuato il sottufficiale. Infine le domande delle parti civili all'ex operaio Pucci: «È possibile che abbiate mescolato le ceneri di più defunti e che ora non sappiate riconoscerli?», ha chiesto il legale dell'associazione parenti dei defunti. La risposta secca: «Sì». Si torna in aula il 25 maggio.
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