La manifestazione
«Dialogo ragionevole»
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Uno scorcio delle cave Il sindaco su "Agorà" lancia un messaggio agli imprenditori e dice no al "latifondo"
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CARRARA. «Non è questo tempo di proclami, di minacce o di chiamate alle armi; neppure per un'arrendevole resa o per improvvidi cedimenti. Continua invece la lunga stagione dei nervi saldi e della determinata ragionevolezza, volta a tutelare senza incertezze il diritto della comunità a partecipare con equità e giustizia alla ripartizione degli utili derivanti dal bene comune. Ma si tratta di una ragionevolezza che non si pensi possa durare all'infinito»: inizia così l'editoriale del sindaco Angelo Zubbani sulla rivista comunale "Agorà". Un messaggio preciso, quello rivolto agli imprenditori: un invito al dialogo, ma senza cedere terreno. E ancora: «In una stagione in cui gli indici di benessere dell'intero paese scendono l'estrazione del marmo cresce, ma a questa crescita non si accompagna più lo sviluppo delle attività al piano; qualcuno ha abdicato alla propria parte di responsabilità dimenticando che è e sarà ancora la comunità carrarina a scrivere le regole che governano il patto. Qui non prevarrà il libero mercato, perché libero non è il bene da sfruttare in quanto legato ad un padrone: Carrara e la sua gente. Un padrone mite, a volte distratto, cedevole, ma alla fine determinato a continuare a scrivere e raccontare la propria storia. Convinti che l'imprenditore fosse ancora un mestiere che si nutrisse di intuizioni, saperi, tecnologie, ricerca e capitali da investire, non ci eravamo accorti che era tornata la stagione più buia del latifondo. Ci eravamo sbagliati, per un po' ci siamo smarriti ma non abbiamo perso la strada e siamo ancora qui; ci conosciamo e ci riconosciamo, è tempo di guardare avanti e come recitava Eraclito... "c'è un nuovo sole tutti i giorni". Sarebbe bene che fosse sorto quello per tornare a camminare insieme», conclude Angelo Zubbani.
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