La manifestazione
«Conti sballati? Nessun colpevole»
Mugnai e Ferri (Pdl): i revisori venivano sempre confermati
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MASSA. «Il presidente Rossi spieghi come mai non hanno mai preso iniziative contro le persone che revisionavano i bilanci e i direttori generali che hanno preceduto Delvino: che i conti non tornavano era noto». La domanda arriva dai consiglieri regionali del Pdl Iacopo Ferri e Stefano Mugnai. I due rappresentanti dell'opposizione chiedono spiegazioni dopo la conclusione dei lavori della commissione sul buco dell'Asl. Secondo il pdl dalle audizioni sarebbero emersi elementi che fanno pensare che i vertici regionali fossero informati della difficile situazione finanziaria dell'Asl. «I lavori della commissione d'inchiesta sull'Ausl n. 1 - attaccano Ferri e Mugnai - hanno permesso, seppur nel poco tempo concesso, una ricostruzione dei fatti ed una valutazione della documentazione acquisita tali da poter esprimere opinioni concrete sul punto delle responsabilità di competenza. La lettura delle carte, e quindi l'approfondimento della vicenda, fanno apparire sempre più chiaro il ruolo centrale svolto sul tema e sui controlli dei bilanci delle Ausl dalla Regione Toscana attraverso superconsulenti di fiducia operativi nel dipartimento e/o operativissimi presso le aziende/Estav stesse dove erano chiamati ad operare, in ragione del loro stretto rapporto con "Firenze"». Per questo motivo, continuano i due citando elementi emersi durante le audizioni, «Rossi doveva essere informato di ciò che stava accadendo ai bilanci Asl tra il 2008 e il 2009 quando è emersa la posta da 60 milioni». «Soprattutto per quanto riguarda Niccolò Persiani - attaccano i due - nessuno gli ha chiesto ragione a muso duro di quello che stava accadendo. Anzi, Rossi e la Scaramuccia lo hanno affiancato anche alla De Lauretis durante la fase del commissariamento. Lo stesso è avvenuto anche per la dottoressa Vernazza dell'Ausl n. 1 (responsabile del bilancio aziendale): allontanata da Delvino e subito rimessa in sella dalla coppia Persiani-De Lauretis. Eppure, già allora e maggiormente adesso, si è delineato un quadro - anche documentale - da cui è emerso chiaramente che ella ben sapesse dei 60 milioni (e che fosse - sia - un personaggio chiave degli uffici aziendali che si occupavano di bilancio). Nonostante ciò, anche Vernazza è rimasta pienamente in sella e non è stata sfiorata dagli strali di Rossi».
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