Proteste
Asl, nuovi contratti a rischio
Gabriele Dini
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La sede dellAsl di Massa-Carrara. A destra la De Lauretis Sindacati preoccupati per lo stop al turn-over
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MASSA. Una doppia scure incombe sul personale dell'Asl e sui servizi ai cittadini. L'allarme arriva dalla Cgil che parla di blocco delle sostituzioni per chi va in pensione. E soprattutto di contratti a rischio per gli oltre 2000 dipendenti dell'indotto Asl, con in testa le cooperative. A far paura sono soprattutto i rischi di tagli al personale. Di questo tema la Cgil Funzione pubblica ha discusso in un incontro che si è tenuto ieri mattina alla Torre Fiat di Marina. Tra l'altro il sindacato si aspettava delucidazioni sui piani di rientro per il deficit dell'Asl. Ma l'incontro avvenuto ieri con il direttore generale dell'Asl Maria Teresa De Lauretis è stata «una delusione». Per i sindacati le preoccupazioni più grandi riguardan il mantenimento dei livelli occupazionali e i servizi al cittadino. Ma di fronte a un buco come quello dell'Asl di Massa-Carrara è difficile capire cosa potrà accadere. «Il deficit - spiega Valerio Musetti, responsabile provinciale Sanità della Fp-Cgil - potrebbe avere forti ricadute sull'occupazione, anche sui circa 2000 lavoratori dell'indotto che collaborano con l'Asl». A preoccupare al momento lo stop al turn over e il rischio di dover ridurre il personale. E se magari non arriveranno licenziamenti, c'è comunque lo spettro della riduzione delle ore di servizio come è accaduto per i servizi domiciliari di psichiatria: le ore settimanali sono scese da 22 a 12. Attualmente all'Asl lavorano 3079 persone. E secondo la Finanziaria sarebbe necessario ridurre il numero di dipendenti dell'1,4% rispetto al numero degli assunti del 2006: allora all'Asl lavoravano 2600 persone. «Di fronte a questi dati e alla questione del buco - spiega ancora Musetti - è difficile promettere posti di lavoro come fa qualcun altro cavalcando la questione delle Oss. Anche per noi - incalza Paolo guerra, segretario della Fp-Cgil - è importante mantenere servizi e personale. Ma non ce la sentiamo di fare promesse vuote». A parlare della «doppia mannaia» della Finanziaria e del buco è anche Andrea Brachi della segreteria regionale di Fp-Cgil. «Adesso - spiega Brachi - si pagano le conseguenze dell'inerzia e dell'incapacità di decidere della politica locale. L'ospedale unico avrebbe risolto molti problemi. Ma siamo in ritardo di diversi anni rispetto ai progetti iniziali». Per Brachi non è possibile rimediare al buco con tagli fatti in maniera irrazionale. «Il primo caso che viene alla mente - spiega ancora il rappresentante della segreteria regionale di Fp-Cgil - è quello della chiusura del centro nascite di Pontremoli: una scelta che mette a rischio la vita dei pazienti. Secondo noi sarebbe stato molto più semplice accorpare alcuni reparti degli ospedali doppioni di Massa e Carrara. Ma forse qui vige ancora la legge del campanile e forse si ha paura di togliere il posto a qualche primario». C'era quindi molta attesa per l'incontro di ieri alla direzione generale dell'asl di carrara tra il direttore Maria Teresa de Lauretis e i sindacati. Il tema dell'incontro era la presentazione di un'analisi dei costi. Ma i sindacati si aspettavano anche dettagli sui piani di rientro per il buco dell'Asl. Un modo per capire quali siano effettivamente i rischi per personale e servizi. «Ma il direttore - spiega Musetti - si è limitato a illustrare dati già conosciuti sul numero di ospedalizzazioni e spesa farmaceutica. Vorremmo qualcosa di più concreto, siamo delusi».
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