Il Tirreno

Un metanodotto in viale Zaccagna

Un metanodotto in viale Zaccagna

L'assessore Vannucci assicura: non nascerà una centrale termoelettrica

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 CARRARA. È stato avviato l'iter dell'amministrazione comunale per redigere l'accordo di programma per l'insediamento del Nuovo Pignone nell'area retroportuale con un polo di test a completamento dello stabilimento di Massa.  Un insediamento importante, su cui, peraltro, come hanno più volte ribadito i due sindaci, di Carrara e di Massa, sono riposte anche le speranze di nuvoe opportunità occupazionali sul territorio.  Ma intanto si va avanti per quel che riguarda gli aspetti più tecnici del nuovo polo industriale che sorgerà sul viale Zaccagna.  Per poter realizzare l'insediamento industriale dell'azienda del gruppo americano General Electric dovranno essere approvate alcune varianti strutturali in modo che l'attività possa svolgersi a regime.  Il protocollo d'intesa, firmato i primi di aprile, prevede alcuni interventi infrastrutturali. I più importanti riguardano l'adeguamento della carreggiata dallo stabilimento di Massa, passando per quello di Carrara, fino al porto (compreso il ponte della foce del Carrione), l'allacciamento a linee elettriche ad alta tensione e la posa di un metanodotto dalla rete del gestore fino allo stabilimento di viale Zaccagna.  Sul perché il Nuovo Pignone abbia la necessità di collegarsi ad un metanodotto da una portata decisamente alta -pari a 50mila metri cubi di metano all'ora come si legge nel protocollo- lo ha spiegato l'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci.  «L'area di viale Zaccagna sarà utilizzata come zona test - ha ricordato Vannucci in commissione urbanistica - Sia l'alta tensione sia il metano saranno utilizzati sporadicamente per testare le macchine. Non sorgerà nessuna centrale termoelettrica».   IL NODO DI AREA SPA. Al momento il cantiere, già aperto, del Nuovo Pignone insiste sull'area di proprietà della multinazionale.  Ma, appena sarà approvato l'accordo di programma, verrà messo nero su bianco l'effettivo spazio necessario per il polo industriale. E inevitabilmente una parte sarà all'interno di Area spa.  Ecco che allora il tema diventa politico: l'amministrazione considera Area un bene in potenza da dismettere per fare cassa, ragion per cui sono già state commissionate delle stime sul valore delle quote; stime destinate a cambiare quando sarà operativo il Nuovo Pignone.  Se per adesso non c'è l'intenzione esplicita di vendere, l'amministrazione comunque sta facendo stimare il proprio pacchetto di Area (pari al 37%) considerando il futuro insediamento industriale. Tuttavia almeno nella prima fase il colosso americano dovrebbe stanziarsi nell'area pagando un canone d'affitto.  Anche perché l'eventuale vendita delle quote comunali dovrebbe avvenire mediante una gara ad evidenza pubblica sulla quale poi cifra finale si aprirebbe il diritto di prelazione da parte degli altri attuali soci di Area spa.  Insomma un nodo tutto da sciogliere, anche a livello politico.  L.Bo.

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