Proteste
I negozianti rivendicano il sistema di libero mercato: oggetti e prezzi sono diversificati, il turista non è stupido
«Ma, noi la differenza, al cliente la spieghiamo»
C.C.
◗
Turisti alle cave 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Ma la scelta consapevole da parte del cliente, in genere c'è», dicono alcuni venditori locali di souvenir in marmo. Una categoria, che lotta come le altre contro la crisi economica, e che nei progetti del Comune dovrebbe essere concentrata in un centro commerciale in località Tarnone e non più nei negozi che da molti anni stanno caratterizzando i percorsi viari verso le cave. Per distinguere i prodotti artistici made in Carrara da quelli made in Taiwan o comunque di importazione, c'è chi spiega di avere messo cartelloni con tutte le provenienze dei marmi, chi sottolinea che al turista viene specificato l'oggetto fatto in marmo di Carrara e quello di provenienza straniera; chi precisa che i prezzi sono diversificati per cui il cliente è in grado di giudicare il differente pregio dei manufatti; chi dice "sotto gli oggetti c'è scritto cosa sono". Molti si affidano al fatto che «il cliente non è stupido, la differenza si vede». Chi vende esclusivamente oggetti in marmo locale. E chi invece polemizza con il Comune e la con Camera di commercio «che dovrebbero fare controlli e imporre etichette». Forse ci sono anche turisti che acquistano consapevolmente il made in Taiwan, e poi quando tornano a casa regalano il souvenir agli amici spacciandolo per un oggetto in vero marmo di Carrara. Ma questa è un'altra storia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
