La manifestazione
Calamazza, chiesto il processo
Per Barani e Testa l'accusa parla di abuso d'ufficio per i lavori nell'area
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AULLA. Il reato è di media importanza (abuso d'ufficio), ma l'indagato è una stella della politica. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda Lucio Barani, deputato del Pdl, per le vicende dell'area di Calamazza, posta sotto sequestro nel febbraio 2009 dalla Forestale perchè ospitava una discarica abusiva di inerti. Nell'inchiesta della Procura sul riempimento ritenuto abusivo, oltre a Barani (per lui si ipotizza il reato di abuso d'ufficio in qualità di sindaco) sono coinvolte altre 4 persone, tra cui Franco Testa, all'epoca dirigente dell'ufficio urbanistica del Comune di Aulla (anche per lui c'è l'abuso d'ufficio). Secondo l'indagine iniziata nell'ottobre 2007, nell'area sarebbero stati eseguiti, nel periodo compreso tra il Duemila e il 2005, riempimenti non autorizzati per una altezza di circa 15 metri, il tutto su una superficie di circa 26mila metri quadrati, «modificando così - si legge nella richiesta di processo - il profilo originario del versante compreso dalla statale della Cisa al sottostante tracciato ferroviario Spezia-Parma, attualmente dismesso». Coinvolti assieme a Franco Testa e Lucio Barani, Roberto Baccini, 63 anni di Licciana Nardi, Bruno Nardi, 58 anni di Castelnuovo Magra, e Aldo Datteri, 71enne di Vezzano Ligure. Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero dottor Manotti, Baccini, Nardi e Datteri avrebbero «ceduto, ricevuto, trasportato e comunque gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti, non inferiori a 320mila tonnellate di terre e rocce di scavo, realizzando con questi materiali, sul terreno di Calamazza di proprietà di Marinella Faleschini, dello Stato e di Trans Autocarri, un riempimento non autorizzato, al fine - si legge ancora nella richiesta - di conseguire ingiusto profitto dalla realizzazione delle suddette opere, oltrechè risparmiare le spese di smaltimento dei rifiuti utilizzati, il tutto mediante più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzzi e attività continuative». Di contro, Barani e Testa sono accusati, rispettivamente in qualità di sindaco di Aulla e dirigente dell'urbanistica, di aver procurato a Baccini, Nardi e Datteri, nello svolgimento delle loro funzioni amministrative «ingiusato vantaggio patrimoniale nella realizzazione di opere non autorizzate, nonchè di risparmiare le spese di smaltimento rifiuti, oltrechè arrecare danno al Comune di Aulla». Segue poi una serie di presunte violazioni, tra cui la mancanza di concessioni edilizie, la non salvaguardia di un'area di recupero ambientale, la mancanza dei pareri (obbligatori e vincolanti) dell'Autorità di bacino del Magra in materia di difesa del suolo e il superamento del riempimento del limite di 50mila metri cubi per movimentazione di materiali, imposto dalla competente Autorità di bacino. La zona in questione si trova alle porte di Aulla, incuneata tra la sponda sinistra del Magra e la via delle Lame, all'altezza del bivio che porta a Calamazza. A febbraio 2009, la Forestale effettuò un blitz sul terreno in questione, dove erano tra l'altro stoccati camion, rimorchi e pneumatici. Vennero apposti i sigilli di sequestro nell'area meglio nota, un tempo, come "chiosco della porchetta". Pare inoltre che il progetto iniziale a cui era destinati il sito comprendesse un'area di servizio per la distribuzione di carburanti, con tanto di punto di ristoro: il tutto però poi finito nei meandri della burocrazia. Così, sette anni dopo aver lasciato il ruolo di sindaco di Aulla ed essere stato sindaco di Villafranca, poi deputato al Parlamento italiano, Lucio Barani potrà essere chiamato a rendere conto di quella vicenda. Come Testa che nel frattempo, e per altri motivi, ha ingaggiato una megacausa civile col il Comune di Aulla. F.P.
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