Il Tirreno

Baby squillo sfruttate dai fidanzati

La questura di Massa: la mobile ha curato le indagini sulle baby squillo
◗
La questura di Massa: la mobile ha curato le indagini sulle baby squillo

Due rumeni in carcere da mesi. Erano loro a trovare i clienti alle ragazze

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Servivano cinquanta euro per avere un rapporto sessuale con le ragazzine rumene che hanno dato il via alla Procura dei minori di Genova per l'inchiesta sulle baby prostitute. È quanto aveva pagato il settantenne che è stato sorpreso in auto con la lucciola in atteggiamenti non equivoci. Gli sfruttatori delle adolescenti erano due connazionali, finiti in carcere proprio grazie a questo episodio. Ion Roman, 29 anni, e Marian Neculai Irimia, 19 anni, si trovano nella casa di reclusione di Massa dalla fine di gennaio. Inchiodati dai racconti delle baby prostitute e del cliente denunciato per atti osceni. Una delle due ragazzine sarebbe fuggita dalla casa famiglia, l'altra sarebbe ancora ospite della struttura.  Minacce e promesse. Irimia aveva portato la più grande delle due ragazze, sedicenne, in Italia con la promessa che l'avrebbe sposata. Roman, il più spietato degli sfruttatori, invece minacciava di picchiare i parenti delle minori rimasti in Romania. Ed era lui che avvicinava gli anziani alla stazione per dire che con poche decine di euro potevano consumare un rapporto sessuale con una giovanissima. Tutto alla luce del sole, tanto che il giro in poche settimane era diventato davvero importante e fruttava diverse centinaia di euro ogni giorno.  La gelateria. Il punto di ritrovo dei due sfruttatori era proprio la gelateria di Guerrino Della Bona, che si trova davanti alla stazione. Si sedevano accanto al negozio e controllavano gli spostamenti delle loro "fidanzate". Una delle due, la quindicenne, poi è stata fermata all'uscita della gelateria, secondo gli inquirenti - e poi da lei stessa confermato - dopo aver consumato un rapporto sessuale con Della Bona. Anche lei, come la sua amica, all'inizio ha tentato di non inguaiare i due sfruttatori, poi però messa alla strette ha deciso di collaborare.  I riscontri. Le due adolescenti sono state sentite in due momenti diversi, una ha collaborato prima con la squadra mobile l'altra in un secondo tempo. Entrambe però hanno raccontato le stesse cose e hanno fornito i primi riscontri. Hanno descritto alla perfezione il retro della gelateria, con il divanetto dove consumavano i rapporti sessuali. Hanno anche descritto perfettamente quanto avveniva nella parrocchia di Turano con don Peretti. Hanno anche detto che con il religioso non sono mai andate fino in fondo, tutto si limitava a toccamenti. Tanto che il prete al massimo dava loro «qualche spicciolo». Non si trattava però di pagamenti veri e propri, ma di un aiuto economico. Troppo precisi i loro racconti per non approfondirli.  Intercettazioni. Quando la procura dei minori di Genova ha visto il fascicolo ha chiesto le prove. E qui sono stati usati quegli strumenti tecnologici che adesso tutti negano essere stati utilizzati. Nonostanti tutti neghino, però, dalle facce che fanno gli inquirenti quando si chiede se oltre alle dichiarazioni delle ragazzine c'è dell'altro.  I tre uomini finiti nei guai sarebbero solo una minima parte però dei clienti che hanno avuto rapporti sessuali a pagamento con le adolescenti.  Il pm voleva il carcere. Il pubblico ministero della Procura dei minori di Genova che si occupa delle due baby squillo è Sabrina Monteverde. Lette le carte il pm aveva chiesto l'arresto in carcere per Della Bona, don Peretti e il nordafricano di cui non conosciamo ancora le generalità. Il motivo era l'inquinamento delle prove. Il gip però ha deciso di concedere i domiciliari a tutti e tre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa