Trasporti
Il cubo "Zero" trionfa a Milano
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Il cubo di marmo E Daverio: l'umanità dice che il marmo è Carrara
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CARRARA. Carrara e il marmo hanno lanciato un segnale importante verso il mondo dell'architettura che si è ritrovato a Milano per il Salone del Mobile e la settimana internazionale del design proponendo nel cortile d'onore dell'Università "Zero", un cubo di marmo con un lato di 5 metri, vuoto all'interno, mentre le superfici delle pareti sono rivestite con 160 metri di marmi delle Apuane. «Essere a Milano con un manufatto così importante e significativo in uno spazio prestigioso come quello dell'Università e proporre nelle vetrine della Rinascente il nostro marmo è un'operazione di promozione di grandissimo valore. L'apprezzamento che abbiamo avuto dai big dell'architettura che hanno visitato la nostra installazione è la dimostrazione - dice Giorgio Bianchini il presidente di CarraraFiere - che abbiamo colto l'occasione giusta con il progetto adeguato». Un'opera che ha messo in mostra, in un contesto eccezionale come quello realizzato dalla rivista Interni diretta da Gilda Bojardi, la grande duttilità del marmo che può essere parete o seduta, sentiero da percorrere: un'architettura da attraversare fermandosi per riflettere sull'uso della materia e sulle capacità delle aziende di dare risposta alla fantasia dei progettisti. Nel cortile d'onore dell'Università "Zero£, firmato da Joshua Teas per lo studio Sn@hetta e realizzato da CarraraFiere, campeggia fra le altre nove installazioni che hanno autori illustri, da Botta a Zaha Adid a Michele de Lucchi solo per citare alcune delle matite più creative dell'architettura contemporanea. L'impresa, che fa da ponte verso CarraraMarmotec 2012, è stata possibile grazie al lavoro di Silvia Nerbi e Paolo Armenise e di un pool di imprese che costituiscono l'eccellenza apuana: Franchi Umberto, Gemeg, Il Fiorino, Italmarble di Pocai, Sam, Savema, Mt&s, Up group con l'intervento di Martinelli Luce. La testimonianza più forte del successo di Zero a Milano è venuta da Philippe Daverio, critico e storico dell'arte che, in un'aula magna gremita all'inverosimile, salutando il sindaco Zubbani, ha confessato il suo amore per le cave ed ha riservato a Carrara e al suo marmo una frase che entrerà nel futuro: «Il marmo è Carrara. Lo ha deciso l'umanità». Soddisfatto, e non solo per le parole di Daverio il sindaco Angelo Zubbani, che ha ricordato la necessità che «ognuno secondo le proprie competenze tiri fuori l'anima del marmo e la porti all'esterno perché questo evento porta un altro segno della nostra città nel mondo, in questo caso protagonista nella capitale economica d'Italia anche grazie alle aziende che costituiscono eccellenze preziose per la città».
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