Attenzione
Due mesi di riscontri
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A destra don Peretti si affaccia e saluta i fedeli; a sinistra la stazione e in basso i fedeli davanti alla abitazione del prete sotto accusa Gli accertamenti sono partiti dal racconto delle ragazzine
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MASSA. Non sono state soltanto le parole di due ragazzine rumene che dimostrano meno anni di quelli che dichiarano a mettere nei guai il parroco di Turano don Giuseppe Peretti, 81 anni, e il commerciante Guerrino Della Bona, 68 anni. Le due giovani hanno fatto i loro nomi due mesi fa, da allora sono partiti i riscontri della sezione investigativa della questura di Massa. Da questi riscontri gli inquirenti si sono convinti che le due ragazzine dicevano la verità. E così sono scattati gli ordini di custodia cautelare. Quali sono questi riscontri? Difficile far dire qualcosa agli inquirenti, ma non si esclude l'utilizzo di mezzi tecnologici. In questura non hanno preso bene la pubblicità che hanno avuto gli arresti. L'intenzione, che esaudiva una richiesta della procura dei minori di Genova, era qualla di lavorare senza troppo clamore per qualche giorno ancora. Invece la comunicazione degli arresti domiciliari a don Peretti è stata più complicata del previsto: alle 7 del mattino di sabato due agenti hanno suonato il campanello dell'abitazione del parroco. Ma nessuno ha risposto. E così i poliziotti sono rimasti lì per una buona mezz'ora, facendosi vedere dai vicini di casa del prete e dai fedeli. Fino a che qualcuno ha telefonato al parroco e lo ha avvertito che lo stava cercando la polizia. E tutta Turano ha saputo quello che stava accadendo. La consegna dell'ordinanza di custodia cautelare è stato l'atto conclusivo di due mesi intensi passati a verificare parola per parola di quanto detto dalle rumene. Le due giovani, che a quanto pare hanno anche meno di 17 anni, hanno fornito un sacco di informazioni agli agenti. La prima a parlare è stata quella trovata in auto con l'anziano signore alla stazione, appartata in un'auto. Alla poliziotta che le chiedeva come era finita in quella vettura, lei candidamente ha confessato che non era la prima volta e che tra le persone che incontravano c'erano anche un prete. E che se volevano una sua amica poteva confermare tutto. E così ha fatto anche la seconda ragazzina. A quel punto c'era una montagna di sospetti, adulti che consumavano rapporti sessuali veri (come il nordafricano finito anche lui ai domiciliari) e propri e altri che invece si limitavano a guardare o al massimo a toccare (e questo sarebbe il caso di don Peretti). Tra le altre cose le due ragazzine nella zona della stazione erano anche conosciute perché quasi ogni giorno bazzicavano da quelle parti. E quasi sempre erano accompagnate con persone in là con gli anni. Baby prostitute, insomma. Questo era il primo riscontro. Ma ne servivano altri, anche perché sul parroco non erano state precississime. Hanno detto il nome di battesimo del religioso e dove si trovava la chiesa. Invece per il commerciante Della Bona hanno indicato il negozio e l'uomo. Ed è qui che in questura hanno deciso di affidarsi alla tecnologia: per ora però la sezione investigativa resta abbottonata e non dice cosa ha utilizzato. Probabilmente intercettazioni ambientali, ma non c'è certezza. Quando il quadro era delineato e visto il coinvolgimento delle minori (non ci sarebbero solo le due rumene) è stata mandato tutto alla procura dei minori di Genova. E nel capoluogo ligure hanno deciso di chiedere i domiciliari per don Peretti, Guerrino Della Bona e il nordafricano. A Massa resta invece tutto il resto: un'inchiesta sulla prostituzione che dicono in procura farà tremare molti nomi noti. Anche se qui le squillo sono tutte adulte e vaccinate.
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