Il Tirreno

L’onorevole Evangelisti (Idv) interviene sulla vicenda

«Dobbiamo indignarci sempre e non a "targhe" alterne»

<b>ONOREVOLE.</b> Fabio Evangelisti invita ad abbandonare il binario della doppia morale
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ONOREVOLE. Fabio Evangelisti invita ad abbandonare il binario della doppia morale

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 MASSA. Sulla vicenda che ha portato agli arresti domiciliari don Giuseppe Peretti, parroco di Turano e Guerrino Della Bona, interviene l'onorevole Fabio Evangelisti (Idv) che, individuando similitudini con il Rubygate, parla di «un doppio binario di legalità e moralità». «C'è un bunga bunga dei poveri - scrive - che fa schifo e orrore e grida vendetta. Poi c'è il bunga bunga dei ricchi. Quest'ultimo è soltanto una cena elegante, si ride, si scherza, si canta...». E sui particolari della vicenda scrive: «I due, giustamente, vengono messi ai domiciliari e additati al pubblico ludibrio. Ma dove sono finiti i garantisti? Perché non leggiamo di una congiura dei giudici comunisti? Perché questo doppiopesismo? Perché suscita sdegno il comportamento di questi due disgraziati e si registra larga indulgenza verso il Premier? Vuoi vedere che ha a che fare con il potere e con i soldi? Vuoi vedere che questi miei concittadini faranno persino fatica a trovarsi un buon avvocato?». Poi Fabio Evangelisti parla di sgomento «per i commenti che la mattina di Pasqua ho sentito. Tutti pronti ad alzare l'indice accusatore. A cominciare da quelli che invece son sempre pronti a giurare sull'innocenza del Premier. Ormai in Italia siamo costretti ad assistere anche a questo triste spettacolo che viaggia su un doppio binario di legalità e moralità. Al momento, nella vicenda di Don Peretti - continua - pare non ci siano prove, né intercettazioni, tantomeno file che accertino le responsabilità e tutto si regge sulle parole delle ragazzine. Ma la sentenza è già scritta! Ripeto: non difendo né giustifico alcuno. Tutti sono innocenti fino a sentenza passata in giudicato. Denuncio la doppia morale di chi non vuole vedere quel che succedeva ad Arcore, mentre ha decretato la condanna a morte (morale) di un parroco. Il quale non avrà megafoni e uomini in parlamento pronti a gridare la sua innocenza... attende l'esito delle indagini... in silenzio». Su Berlusconi, invece, secondo Evangelisti ci sarebbero «prove su prove che girano (solo) su Internet ma che gridano verità. Vi è poi - prosegue - la similitudine più forte: il compenso per le prestazioni. Il parroco aiutava (parole del Vescovo) queste giovani immigrate. Berlusconi, pure! Tutti quei soldi, dice, venivano dati alle giovani affinchè non si prostituissero. Il prete potrebbe dire la stessa cosa!?» Poi l'invito ad «indignarci sempre e non a targhe (o situazioni) alterne».

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