Proteste
«Sparare sulla chiesa è facile...»
C.S.
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LA CHIESA. La canonica di Turano lungo la Aurelia e di cui Don Giuseppe Peretti è il parroco Il vescovo Santucci: sono sorpreso e perplesso
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MASSA. Una parrocchia sconvolta, una comunità di fedeli che festeggia la Pasqua senza il parroco. Don Giuseppe Peretti a Turano è un'istituzione e chi lo conosce non ha dubbi. È un coro unanime: «Deve esserci un errore» ripetono. E c'è chi sull'innocenza del prete è pronto a «mettere le mani sul fuoco». Raccontano di un uomo dalla parte dei più deboli, disposto ad aprire le porte di casa sua ai più bisognosi. Un religioso vecchio stampo «che si sarebbe tolto il pane di bocca per aiutare un poveraccio». I parrocchiani telefonano in redazione e spendono buone parole per Don Giuseppe: «Ha sempre accolto persone in difficoltà. E non solo offriva cibo a chi non ne aveva, ma ha fatto molto di più: ha aiutato molte persone di tasca sua, con i pochi soldi della sua pensione. Ha aiutato anche le due ragazze che ora l'accusano» - aggiunge qualcuno. Turano è incredula: i fedeli hanno visto arrivare la polizia alla porta di Don Giuseppe. Nessuno poteva sospettare che gli agenti fossero lì per notificare una misura cautelare, nessuno potevano immaginare che la veglia pasquale quest'anno sarebbe stata senza di lui. La notizia ha fatto il giro della città: don Giuseppe è conosciutissimo. Nato a San Romano in Garfagnana, 83 anni fa, è massese d'adozione: è stato per anni il parroco di Forno. Poi ha lasciato la montagna per diventare la guida spirituale di Turano. Ma tutti a Massa lo conoscono anche perché don Giuseppe ha a lungo affiancato alla vita religiosa quella di insegnante. Sconvolta la città, «sorpreso e perplesso» il vescovo Giovanni Santucci. «Sono riuscito a vedere don Giuseppe stamani (leggi ieri) solo cinque minuti in questura - ha detto monsignor Santucci -. Mi sembra incredibile anche questo. Conosco la sua moralità, il suo percorso sacerdotale, umano e di carità». Non vuole entrare nel merito delle accuse, «non conosco le carte», dice il vescovo che spiega di avere fissato un appuntamento per martedì con il difensore del sacerdote, «ma senza dubbio la sorpresa è stata tanta». Monsignor Santucci sottolinea poi come oggi sia sempre più difficile,anche per i sacerdoti, fare la carità perchè «non sai mai chi accogli e qualche volta si apre una vera caccia alle streghe. E sono le statistiche a dircelo - continua monsignor Santucci - perchè quasi sempre solo di caccia alle streghe si tratta visto che "sparare" sui preti e sulla chiesa è facile». Don Peretti «è anziano e malato - conclude il vescovo - speriamo che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute».
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