Il Tirreno

«Porto turistico, così non va»

L’area dove dovrebbe sorgere il porto turistico
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L’area dove dovrebbe sorgere il porto turistico

Allarme dell'Idv: i sindaci dimenticano la partecipazione

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 MARINA DI CARRARA. «Porto turistico, così non va». A dirlo è la segreteria provinciale dell'Idv.  «È bastata l'occasione della conferenza Cisl per ascoltare, dai sindaci di Massa, e di Carrara Zubbani, ingenerose parole verso quanti semplicemente ritengono che su alcune questioni fondamentali per il futuro dell'economia legata al turismo i nostri "valorosi" stiano commettendo degli errori, per i quali in futuro nessun rimedio sarà più possibile - si legge nella nota dell'Idv - Uno dei più importanti nodi da sciogliere (ma l'elenco non finisce certo qui) è sicuramente la questione legata al porto turistico. Non comprendiamo affatto le parole del sindaco Pucci, che, non contento dello "scivolone" sul piano strutturale, si lancia in esclamazioni del tipo "sul porto turistico bisogna andare avanti come treni"».  «Affermazioni - prosegue la nota - che destano, a noi di Idv, stupore e perplessità, se davvero le amministrazioni vogliono andare avanti senza tenere conto di ciò che pensano i cittadini. Dove sono finite le belle parole sulla partecipazione democratica? In quale cassetto sono stati riposti i cosiddetti studi di fattibilità ambientali che garantiscono che il litorale non subirà nuova erosione? Dove sono gli impegni scritti e tangibili che sulle nostre coste non si abbatterà una colata di cemento tale da spazzare per sempre beni naturalistici come le spiagge e le pinete? Altro che correre come un treno, dunque. Sul porto turistico bisogna ragionare, confrontarsi, avviare un vero percorso partecipativo».  «Inoltre vorremmo fosse fatta definitivamente chiarezza se si intende costruire un porticciolo turistico (come auspichiamo!) o un mega porto, come invece traspare da molti dei progetti presentati, primo fra tutti quello di Caltagirone - si chiude la nota - Noi dell'Italia dei Valori abbiamo dialogato con tantissima gente interessata a questa questione e nessuno ci ha palesato la necessità di correre come un treno, bensì tutti si sono dimostrati interessati affinché il nostro litorale non abbia a subire ripercussioni irrimediabili. Il nostro invito alle amministrazioni, quindi, torna a essere quello di aprire subito una diffusa, e reale, campagna di ascolto e dialogo con i cittadini e il territorio. Prima di partire come treni, cerchiamo almeno di capire se quello che si vuol percorrere è il binario giusto!»

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