Il Tirreno

Una casa al Marasio? 39 euro al mese

La zona del Marasio
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La zona del Marasio

Ecco l'affittopoli di Carrara, tutti i canoni pagati al Comune: il più alto è dei carabinieri

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 CARRARA. Da solo, uno dei quaranta immobili del Comune attualmente in locazione, ovvero la caserma dei carabinieri di viale Galilei, vale quasi un terzo degli introiti di palazzo comunale nel capitolo affitti di beni di proprietà: 65mila euro l'anno (poco più di 5.800 euro il mese), sui 211mila complessivi annui incassati dall'erario cittadino. Poco distante però, all'ex campo profughi, c'è un immobile di 150 metri quadrati il cui inquilino versa la bellezza di 35 euro l'anno, meno di tre euro il mese.  Benvenuti nell'affittopoli carrarese, sia chiaro, affittopoli nel senso letterale di città degli affitti, perché qui non ci sono né inchieste né controlli a tappeto in atto. Per avere i dati che pubblichiamo, abbiamo avanzato una semplice richiesta di accesso agli atti.  Il quadro che ne esce è sconfortante, l'impressione netta è che di parte del patrimonio o se ne ignorasse l'esistenza, o che in qualche modo si tenessero delle situazioni di privilegio sotto traccia.  Casa al Marasio, 39 euro al mese. Spulciando i dati, il caso più eclatante che emerge è quello di una abitazione al Marasio, nella "Beverly Hills" di Carrara, che ha dal lontano 1985 un contratto non d'oro, ma di platino (per l'inquilino) da 473,51 euro l'anno. Di recente abbiamo pubblicato le rilevanzi dell'agenzia del territorio sui valori delle case al Marasio, questo a dir poco è praticamente un regalo. Il Comune ha fornito gli estremi delle cifre senza identità. Sarà interessante un giorno scoprire chi e perché ha avuto questo privilegio. Che magari all'inizio non sarà stato così clamoroso (70mila lire il mese), ma che col passare degli anni lo è diventato eccome.  Ex mercato coperto. Qualche curiosità anche per l'ex mercato coperto. I fondi adibiti a destinazione commerciale, tutto sommato, un po' di soldini li fanno affluire alle casse comunali: un fondo di 240 metri quadrati è certamente enorme, ma 2.600 euro al mese (complessivi 31.925) sono comunque una cifra. Meno convincenti i canoni per le abitazioni, rispettivamente 85 euro per 100 metri e 140 euro per 70 metri quadrati.  Differenze fra distributori. Anche fra i distributori di carburante, non poche curiosità. Quello di via Rosselli paga quasi 1.900 euro al mese (22.250 l'anno), quello di via Roccatagliata angolo via Provinciale, 650 euro al mese, e il locale soprastante di 45 metri, meno di 140 euro al mese.  Palazzo Pisani. Questo è un caso a sé. Lo stabile sarà dismesso, ha problemi di manutenzione. Ma è singolare il "doppiopesismo": da una parte, poco meno di 300 euro il mese per 90 metri, dall'altra, circa 730 per 100 metri. Mah.  Scuola di scultura. Prezzi di favore anche per le abitazioni al primo piano della scuola di scultura: è vero che le delibere sono vecchie (in un caso di 44 anni), ma insomma, 45 euro al mese per 66 metri quadrati; non male anche i circa 50 euro al mese per 60 metri quadrati (affitto con scrittura privata addirittura del 1980).  Alloggi custodi. Anche per gli alloggi dei custodi non sembra che ci sia un criterio univoco. Al magistrale Montessori, l'affitto annuo è di 1.452 euro, per il custode della Taliercio, in una casa di tre mjetri quadrati più grande, il conto lievita a 2.331 euro l'anno.  Che fare?. Sappiamo che c'è un piano di dismissioni in atto, anche se il palazzo Pisani ha qualche problema di accatastamento.  Bisogna capire forse cosa conviene fare su altri immobili, a partire dall'abitazione del Marasio: anziché ricavarci meno di 500 euro l'anno, forse è preferibile fare cassa e vendere (o aumentare l'affitto...).  Idem anche per altri stabili: sull'ex mercato coperto di via Fiorillo esiste un importante progetto di Apuafarma, ma qualche altro caso in cui può monetizzare probabilmente si può trovare nel patrimonio di 40 immobili.  Le casse del Comune, lo sappiamo, sono in grande sofferenza.  Recuperare qualcosa dove è possibile potrebbe essere un modo abbastanza semplice per dare ossigeno al bilancio cittadino.  L'impressione è che le cose non siano molto cambiate da quando, nel lontano 1991, un Giulio Andreani consigleire comunale della Dc presentò un'interpellanza per chiedere come mai il patrimonio immobiliare del Comune rendesse meno dell'1% del suo valore, quando all'epoca i tassi di interesse erano ampiamento sopra il 10%. Quell'interpellanza rimase lettera morta, vediamo se oggi invece le cose cambieranno.

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