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Stop alle visite specialistiche a domicilio: anziani in difficoltà
C.S.
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MASSA. L'assessore Daniela Scaramuccia lo ha lasciato intendere bene (leggi articolo sopra): l'Asl di Massa Carrara non è mai stata il fiore all'occhiello della Toscana. e fa l'esempio delle liste d'attesa per le visite cardiologiche. Adesso però i problemi si sono fatti più evidenti. Di fronte ad un buco di oltre 200 milioni di euro che costringe a tagliare o - se può sembrare più rassicurante - a razionalizzare. E la cosa determina preoccupazione, sia da parte degli operatori, sia fra gli utenti del servizio sanitario. Nei giorni scorsi i medici di famiglia sono stati informati che non dovranno più prescivere visite specialistiche domiciliari per i loro pazienti. Un tipo di prestazione che - come comprensibile - veniva erogata soprattutto agli anziani: persone con difficoltà a muoversi che non potevano, quindi, raggiungere gli ambulatori. Visite fatte per disturbi di vario tipo (la più frequente era comunque quella ortopedica), ma anche per ottenere tutta la certificazione necessaria alla richiesta di pensione di accompagnamento o invalidità. E adesso, quale sarà la soluzione? Beh, o i parenti si faranno carico - quando possibile - di accompagnare i pazienti o chi non possono raggiungere gli ambulatori dovrà affidarsi all'ambulanza: telefonare, chiedere di essere trasferiti da casa al luogo della visita. Ma a chi opera nel settore l'idea non sembra delle migliori? «Non capisco - ci confida uno di loro - dove stia il risparmio, visto che un viaggio con l'ambulanza ha un costo non indifferente per il sistema sanitario. Mi pare - conclude - che si creino soltanto disagi alla collettività e, in particolare, ai pazienti più deboli e ai loro famigliari».
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