Attenzione
«Ma Delvino diceva che era tutto a posto»
L'assessore racconta i mesi prima del commissariamento
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MASSA. C'è una voragine nel bilancio dell'Asl apuana. Mancano - almeno secondo i calcoli della Procura - circa 200 milioni. E non c'è da capire soltanto dove sono finiti i soldi, ma anche quale sia stato - per così dire - il movente. Se lo chiede anche Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità. Mercoledì, prima che emergessero le notizie riportate in queste due pagine, incontra i giornalisti del Tirreno in un forum (nella foto) organizzato dalla redazione centrale, risponde alle domande e si pone il fatidico quesito: «Perché? Non riesco a comprendere il movente» ammette. Poi l'assessore chiarisce ruoli e competenze: «Con l'aziendalizzazione, sono due gli organi delle Asl: il direttore generale e il collegio dei sindaci revisori. Certo - continua parlando dei revisori - è vero che il sistema sanitario si è evoluto e non c'è stata pari evoluzione negli strumenti a disposizione del collegio». Daniela Scaramuccia non si nasconde dietro ad un dito quando ricostruisce i mesi che hanno preceduto il commissariamento dell'Asl apuana e focalizza l'attenzione sul direttore generale Antonio Delvino. Ad agosto si tiene un incontro tra l'assessore e i direttori delle azinede: «Tutti ammettevano di avere difficoltà a chiudere il bilancio - ricorda l'assessore - Delvino, invece, disse che l'Asl di Massa Carrara avrebbe chiuso in pareggio. Anzi, aggiunse che, con qualche sforzo, avrebbero anche potuto risparmiare». Insomma - questa la lettura di Daniela Scaramuccia - quell'ottimismo non induceva certo a sospettare che qualcosa non andasse. «Anche se, con il senno di poi, - riconosce - potevano esserci campanelli d'allarme». Quali? La spesa farmeceutica, ad esempio, o il tasso di ospedalizzazione. Adesso la sfida è il futuro: che ne sarà della sanità apuana? Anche in questo caso l'assessore Scaramuccia non si nasconde dietro un dito e ammette che - nonostante adesso le critiche si siano fatte più insistenti - da queste parti non abbiamo mai brillato per efficienza: «L'Asl 1 non era certo un fiore all'occhiello». Poi fa un esempio: «Le liste d'attesa della cardiologia mi preoccupavano, ho chiamato più volte Delvino». Poi arrivano le rassicurazioni: «La sanità apuana dovrà essere riallineata agli standard regionali». E ancora: «L'ospedale di Pontremoli - e parla dopo le polemiche sul punto nascita - non è assolutamente in chiusra, tutt'altro: per la sua posizione dovrà essere valorizzato». Rassicurazioni anche sull'ospedale unico: «Il percorso - nuova stoccata - non era stato governato correttamente. Adesso, anche con l'assessorato all'ambiente, abbiamo fatto passi avanti e stiamo recuperando il ritardo accumulato rispetto agli altri ospedali. Voglio ricordare che l'appalto per le 4 strutture è uno, quindi quando i lavori avanzeranno nelle altre province, le ditte potranno concentrarsi a Massa». Insomma, le difficoltà ci sono, ma - parola dell'assessore - riusciremo a rientrare nei ranghi. C.S.
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