Il Tirreno

Lucchesi (Cisl): i malati non sono pacchi postali

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 CARRARA. «Il trasferimento dei pazienti in coma, dal monoblocco in Rsa a Pontremoli è un problema prima di tutto etico. I malati non sono pacchi postali e, la situazione diventa ancora più delicata perchè, in questo caso, si tratta di pazienti in stato di incoscienza, che non possono scegliere».  È una dichiarazione forte, che esula dal «sindacalse» quella di Laura Lucchesi, segretaria provinciale della Cisl Funzione Pubblica, delegata alla sanità.  «Non si può fare economia in questo modo - continua la Lucchesi - chiudendo un reparto così importante. Non la possono pagare gli ultimi».  E la Lucchesi chiama in causa la politica.  «Sono i politici che devono prendere le decisioni - spiega - I responsabili della salute pubblica sono i sindaci. Che cosa pensano di fare di fronte a questa situazione?».  Un nuovo appello alle istituzioni dopo quello, forte, lanciato dal segretario confederale della Cisl, Andrea Figaia, al consiglio generale del sindacato. Davanti a Pucci, Zubbani e alla dirigente dell'Asl Maria Teresa De Lauretis. «Vogliamo risposte - sottolinea Figaia - Fino ad oggi non ne abbiamo avute». A.V.

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