Il Tirreno

Decolla il contestato progetto per realizzare il maxi cinema da 1.200 posti in piena zona industriale

Strada spianata per la Multisala

Claudio Figaia
<b>CINEMA. </b>Una multisala e l&#146;area ex Dalmine in via Dorsale
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CINEMA. Una multisala e l’area ex Dalmine in via Dorsale

Superati i problemi sui parcheggi, via libera all'apertura dei cantieri

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 MASSA. Avanti tutta con la multisala cinematografica all'ex Dalmine. Superati gli ultimi ostacoli amministrativo-urbanistici - la questione del parcheggio - e messa in sordina la querelle urbanistica sulla "sostenibilità" del progetto, la società Gesco sta stringendo i tempi per dare il via ai lavori di costruzione del multiplex.  Un'operazione importante, dal punto di vista economico finanziario: l'investimento complessivo è stimato sui 14 milioni di euro e prevede la realizzazione di sette sale di ultima generazione che potranno proiettare in contemporanea altrettanti film diversi per un totale di oltre 1.200 posti (su una ricettività complessiva in tutta la provincia di circa 3.600 posti).  Il multiplex sarà dotato di punto ristoro, servizi e di un ampio parcheggio. Il tutto in una porzione di zona industriale, in via Dorsale, di 10mila metri quadrati che comprende lo "storico" fabbricato principale di Dalmine che sarà ristrutturato e trasformato.  Si tratta di un investimento tutto privato, che sarà sostenuto dalla Gesco Srl. (da non confondere con il consorzio Gesco di Confartigianato per la realizzazione del comparto artigianale all'ex Olivetti), una società pisano-apuana che ha tra i suoi soci la famiglia Ferri, proprietaria delle sale cinematografiche cittadine Astor e Splendor. Gesco ha ottenuto un finanziamento dell'Unione europea di circa 800mila euro, attraverso il programma "Por-innovazione servizi e terziario". Con l'entrata in funzione della nuova multisala ci saranno anche nuovi posti di lavoro: una quarantina secondo stime degli stessi promotori del progetto.  Ma il maxi cinema in area industriale è un progetto destinato anche a cambiare le abitudini dei massesi (almeno di chi va al cinema). «Con la conseguenza che il centro cittadino sarà ulteriormente impoverito. Non è questo il modello di sviluppo che vogliamo», aveva criticato Martina Nardi, vicesindaco (del Sel), aprendo così un conflitto nella maggioranza Pucci. Critiche sono arrivate anche da Assindustria che (così come Sel) ha contestato la scelta di un' area "di bordo" della zona industriale per questo insediamento di tipo commerciale che renderebbe più difficile l'insediamento di nuove industrie nelle zone vicine.  Nonostante fibrillazioni e tensioni, tuttavia, il progetto è andato avanti. L'ultimo ostacolo, una difformità tra quanto previsto dagli strumenti urbanistici e il progetto presentato dalla società riguardante gli spazi riservati ai parcheggi, è stato superato nelle scorse settimane. E il conto alla rovescia per passare alla fase operativa, quella dell'apertura dei cantieri è partito.  «Nel giro di pochi giorni vi daremo notizie, senz'altro positive», dicono alla società Gesco che avrebbe ormai individuato le imprese a cui affidarsi per la costruzione della multisala.

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