La manifestazione
Sigilli al canile di Giannetti
Claudio Figaia
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Il canile di Pognana messo sotto sequestro Blitz della Finanza anche nella casa del padre dell'ex dirigente Asl
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FIVIZZANO. Sigilli al canile di Pognana di Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo dell'Asl, coinvolto nell'inchiesta sul maxi buco della sanità apuana. Uomini della Guardia di Finanza, sono saliti fino alla frazione fivizzanese e hanno posto sotto sequestro l'intera area e la struttura, oggi senza animali, creata da Giannetti. Nativo di Pognana, appassionato di cani da caccia, il dirigente della sanità aveva poi affidato l'allevamento a un esperto di nazionalità serba. Sulle recinzioni del canile, le Fiamme gialle hanno apposto cartelli con la scritta «area sottoposta a sequestro preventivo». Nella stessa mattinata, i finanzieri, tre agenti in borghese, hanno bussato anche a una abitazione di Fivizzano, nella centralissima via Roma, un tempo abitata dal padre di Giannetti (oggi deceduto). Non trovando nessuno, gli uomini della Fiamme gialle hanno forzato la porta di ingresso e sono entrati. L'operazione si è svolta in pieno giorno ed è stata notata da numerosi passanti. In serata, la compagna del padre del Giannetti è tornata a Fivizzano, ha trovato la porta chiusa con una catena con lucchetto messo dalla Finanza ed è rimasta fuori casa. L'operazione della Guardia di Finanza in Lunigiana è scattata su disposizione del Gip Giuseppe Laghezza ed è senz'altro collegata all'inchiesta sul gigantesco buco nel bilancio della sanità apuana - stimato a 270 milioni di euro -; nessun commento arriva dalla procura della Repubblica. In particolare, il sequestro del canile può essere messo in collegamento con una tranche dell'inchiesta che si occupa del trasferimento all'estero, in banche della penisola balcanica, di consistenti quantità di denaro sottratte al bilancio dell'Asl. E il tramite per far fuggire all'estero quei soldi sarebbe stato - è questa un'ipotesi degli inquirenti - l'allevatore serbo che lavorava nel canile di Pognana. Per verificare la consistenza del "tesoretto" che si presume sia stato trafugato nei Balcani, il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, titolare dell'inchiesta ha avviato la richiesta di una rogatoria internazionale. Giannetti, nei cui confronti l'Asl ha avviato nel marzo scorso la procedura di licenziamento, è tra l'altro destinatario di una diffida del presidente della Regione Enrico Rossi che gli ha ingiunto di pagare oltre 88 milioni per il danno provocato all'Asl.
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