Il Tirreno

«No ai privati in Gaia»

Privatizzazione dell’acqua: dibattito aperto in vista del referendum
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Privatizzazione dell’acqua: dibattito aperto in vista del referendum

Marchi (Rifondazione) chiede una moratoria e propone: gratis 50 litri d'acqua al giorno

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 MASSA. «L'acqua è un bene comune dell'umanità, universale, pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti E, l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l'accesso all'acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico». Recita così l'ordine del giorno che Pier Paolo Marchi, consigliere di Rifondazione, presenterà alla prossima seduta (presumibilmente il 6 maggio) del consiglio comunale. Si tratta, in sostanza di una "moratoria" all'ingresso di soci privati in Gaia e della difesa del carattere pubblico del servizio idrico.  Marchi ricorda che lo stesso consiglio comunale di Massa, nel febbraio 2010 ha approvato un ordine del giorno col quale si impegna a riconoscere nel proprio statuto comunale il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ricorda come il 12 e 13 giugno si terrà il referendum in materia di gestione dei servizi idrici proprio per abrogare l'apertura ai privati.  Dunque, Marchi chiede che il consiglio sospenda tutte le iniziative «che predispongono l'ingresso dei privati in Gaia Spa», in particolare «non riconoscendo le modifiche allo statuto della società che sancisce l'ingresso al 49% di un socio provato e di ricapitalizzazione di essa».  L'ordine del giorno, inoltre chiede un impegno alla riduzione dei consumi di acqua in eccesso anche attraverso «una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno». E propone, ancora, di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale».

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