Il Tirreno

Dopo 18 anni il Consiglio di ministri ha messo la firma definitiva per la pensione anticipata

Lavori usuranti, ora c'è la legge

Ma molti cavatori hanno già maturato i contributi per andare a riposo senza decreto

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 CARRARA. Ora è legge: dopo circa 18 anni il Consiglio dei ministri a seguito della apposita delega conferita al Governo dalla legge n.183/2010 (il cosidetto «collegato lavoro») ha approvato il decreto legislativo che riconosce il diritto al pensionamento anticipato dei lavoratori addetti a lavorazioni usuranti. In presenza di attività usuranti sarà possibile ottenere il diritto alla pensione, a regime nel 2013, con un'età anagrafica minima di 58 anni di tre anni inferiore a quella prevista, ma in via transitoria, fino al 2012, l'anticipo varia da uno a tre anni. In ogni caso sono sempre richiesti almeno 35 anni di contributi.  Dal 1º gennaio 2013 si potrà andare in pensione con 58 anni di età e con la quota 94 (somma dell'età anagrafica con l'anzianità contributiva). Tra il 1º luglio 2008 ed il 30 giugno 2009 i requisiti sono 57 anni di età e 35 anni di contributi, mentre tra il 1º luglio 2009 ed il 31 dicembre 2009 i requisiti richiesti sono 57 anni di età e la quota 93. Per l'anno 2010 la quota sale a 94 con l'età anagrafica di 57 anni. L'età di 57 anni e la quota 94, sono previsti anche per gli anni 2011 e 2012.  Per la decorrenza del trattamento pensionistico occorre attendere la finestra riferita al momento di maturazione dei requisiti. Ciò significa che dal 2011 per beneficiare del trattamento pensionistico occorre attendere 12 mesi.  A regime, invece, le domande dovranno essere inviate entro il 31 marzo dell'anno in cui sono raggiunti i requisiti.  Lavoratori beneficiari Rientrano nel diritto alla richiesta del pensionamento anticipato per lo svolgimento di attività usuranti i lavoratori identificati dal decreto Salvi nel 1999 che sono gli addetti alle cave, che operano ad alte temperature, che effettuano turni notturni (almeno 78 notti per coloro che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento anticipato nel periodo compreso tra il 1º luglio 2008 ed il 30 giugno 2009 e non meno di 64 notti per coloro che raggiungono i requisiti per il pensionamento anticipato dal 1º luglio 2009).  Inoltre sono considerati preposti ai lavori usuranti gli addetti alla catena di montaggio ed i conducenti di veicoli con capienza non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. L'attività usurante deve risultare praticata per almeno 7 anni negli ultimi 10 nel caso di decorrenza entro il 31 dicembre 2017, mentre dal 2018 per almeno la metà del periodo di lavoro complessivo.  Localmente, però, il decreto non produrrà molti benefici sulla categoria dei cavatori secondo la Fillea Cgil e secondo i Cobas marmo.  Il segretario della Foillea Roberto Venturini, lo scorso febbraiuo quando il consiglio dei ministri avviò l'iter del decreto, aveva sottolineto che «nel frattempo moltissimi cavatori che hanno cominciato a lavorare a 16, 17 anni, ne hanno già maturati 40 di contributi (dagli anni Settanta in poi versamenti molto regolari) per cui se anche hanno meno di 61 anni (e 35 di contributi), possono andare in pensione senza questo decreto. Dai nostri calcoli potrebbero usufruire della pensione anticipata solo una trentina di cavatori apuani. E poi: ci saranno risorse sufficienti ogni anno?»  Anche i Cobas (Fallclea Confail) marmo hanno protestato nei giorni scorsi in una assemblea: «Questo decreto sul pensionamento anticipato non risponde alle esigenze dei cavatori». I più si sentiranno dire dall'Inps: "Spiacente ma lei non ha i requisiti per avere diritto allo sconto per andare prima in pensione", E' necessario riprendere in mano la bandiera della legge 5/60 (fatta per i minatori) che prevede 5 anni di prepensionamento per tutti e non per qualcuno». I Cobas hanno contattato parlamentari. E ora chiedono alla Fillea di unire le forze per fare una battaglia assieme.

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