La manifestazione
«La vita non è un reality non vogliamo figli "carini"»
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MONTIGNOSO. Ecco la lettera, con 64 firme in calce, dei genitori che dicono no. «Siamo i genitori che sono contrari alla proposta di una divisa per gli alunni: non alcuni, ma molti, forse la maggioranza. In ogni caso per discutere di questo argomento prima dei vari Consigli d'Istituto che ne hanno trattato, non siamo stati interpellati. La proposta non è stata votata al Collegio dei docenti. Non è chiaro se ci sia stata la delibera di approvazione oppure no, come sostengono alcuni componenti del Consiglio di istituto stesso. Certo è che alla riunione dell'8 aprile, invitati infine i genitori delle prime e seconde medie e delle quinte elementari (anche perché i genitori devono pagarla questa divisa), molti hanno dato, in modo inequivocabile, un parere contrario. Gli argomenti che usano i sostenitori della divisa sono il decoro dell'abbigliamento, l'uniformità affinché nessuno si senta più povero e il senso d'appartenenza. Riteniamo che per raggiungere questi obiettivi debba essere svolto un percorso educativo con i ragazzi che coinvolga anche le famiglie, affinché essi si approprino di quei valori che servono nella vita, anche e soprattutto al di fuori dell'orario scolastico. Non ci piace un "maquillage" che uniformi esteriormente tutti per far finta che tutti siano uguali. Vogliamo che i nostri ragazzi esprimano le loro diversità, che imparino a praticare tolleranza, rispetto, convivenza. L'appartenenza a un gruppo sociale è un sentimento profondo che non passa attraverso una divisa, ma è legato alle proprie radici, alle tappe di crescita collettiva, agli errori e ai successi comuni. Inoltre, la divisa riecheggia il costume del college privato americano e inglese e l'influenza di questa cultura diversa dalla nostra, ha superficialmente attratto i nostri figli e ha condizionato l'esito favorevole del referendum, senza informare preventivamente le famiglie. In virtù del fatto che i nostri ragazzi sono al momento influenzabili abbiamo il dovere di proporre loro il meglio e la sostanza; devono essere permeati da valori positivi per non vacillare nella vita. Chiediamo agli insegnanti di impegnarsi in questo, di non accettare illusorie scorciatoie. Non vogliamo che i nostri figli siano "carini", tutti vestiti uguali come in uno spettacolo. Prepariamoli a camminare autonomamente in una vita reale che "reality" non è.
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