Il Tirreno

L’imprenditore Santacroce ancora protagonista in aula. Il Pm: il prezzo degli appalti in carcere già noto prima del bando

«I risultati delle gare erano già decisi»

Gabriele Dini
La casa circondariale di Massa
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La casa circondariale di Massa

Nuove rivelazioni al processo per Appaltopoli: preventivi "gonfiati" per truffare le assicurazioni

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 MASSA. Preventivi sospetti, forse costruiti "su misura" per avere soldi dall'assicurazione. E le cifre per l'assegnazione dei lavori nel carcere di Massa già scritte prima della presentazione ufficiale delle offerte. Emergono nuovi elementi da chiarire nel processo per la appaltopoli apuana.  Nuova udienza per il processo nato dall'operazione Do ut Des che nell'estate 2010 fece finire in manette il direttore del carcere di Massa Salvatore Iodice, l'imprenditore Prospero Santacroce, il contabile della casa di reclusione di Massa Salvatore Cantone, il funzionario ministeriale Carlo Bernardini, il geometra del ministero Stefano Tendola.  Il Pm Rossella Soffio anche ieri, appoggiandosi su intercettazioni telefoniche e ambientali, ha cercato di dimostrare le sue tesi secondo le quali queste persone avrebbero organizzato una serie di gare pilotate e appalti assegnati ad amici e amiche in cambio di favori.  Protagonista in aula ancora una volta l'imprenditore Prospero Santacroce che, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto appalti nel carcere in cambio di favori e prestiti di denaro.  Durante l'esame dell'imputato da parte della Soffio è emerso un altro episodio. Cantone avrebbe infatti chiesto a Santacroce un preventivo per avere un risarcimento danni dall'assicurazione per un danno subito dalla propria abitazione.  Il contabile del carcere, secondo il Pm, avrebbe poi riscosso i soldi dell'assicurazione senza mai far eseguire quei lavori, proprio grazie al preventivo fatto dalla Comies, la società di Santacroce. Il fatto potrebbe finire in un'altra inchiesta, ma intanto viene usato dal Pm per dimostrare la connivenza (o la sudditanza?) tra l'imprenditore e chi gestiva gli appalti del carcere.  L'altro punto su cui la Soffio ha incalzato Santacroce è quello dei documenti sui bandi di gara per l'assegnazione degli appalti per il carcere.  Nel pen-drive di uno degli imputati, Stefano Tendola, sarebbero infatti stati trovati dei file che farebbero pensare a un accordo precedente l'espletamento della gara vera e propria. Un documento creato il 17 febbraio riporterebbe il costo dei lavori per la sistemazione di un arotonda, 154 mila euro con un ribasso dell'11%. L'offerta ufficiale di Santacroce sarebbe stata invece presentata il 24 dello stesso mese. Discorso simile per un altro file sui lavori ad un pozzo: il file del15 gennaio trovato nella pennina Usb di Tendola riporterebbe le cifre ancor prima che il direttore Iodice chiedesse l'intervento al ministero (il 21 gennaio) e che la Comies presentasse la sua offerta (il 26 gennaio).  Santacroce si è difeso dicendo che, trattandosi di interventi di somma urgenza, non c'era bisogno di seguire le normali procedure di gara e che è prassi quella di chiamare le ditte che già conoscono la situazione del carcere. Uno dei punti su cui si basa tutta l'inchiesta è quello dell'eccessivo ricorso alle procedure di somma urgenza per poter gestire liberamente le assegnazioni di lavori per centinaia di migliaia di euro.  Nel pomeriggio Santacroce ha affrontato il controinterrogatorio portato avanti dall'avvocato Riccardo Balatri, legale di Iodice. Il difensore del direttore del carcere ha cercato di far chiarezza sulle richieste di denaro fatte da Iodice all'imprenditore. Santacroce ha detto di aver dato denaro in una sola occasione (circa 1500 euro, come aveva già detto al Pm) e di aver avuto molte richieste di prestiti da parte di Iodice. Il direttore del carcere avrebbe chiesto consigli all'imprenditore anche per uscire da una presunta situazione debitoria difficile.

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