Il Tirreno

Stragi naziste, attesa la sentenza

Una fucilazione nazista
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Una fucilazione nazista

La Corte militare decide sul ricorso della Germania

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 FIVIZZANO. È prevista per oggi la sentenza della Corte militare d'appello di Roma riguardo al ricorso presentato dalla Repubblica federale tedesca e i quattro ancora in vita dei nove soldati ex Ss, condannati nel giugno dello scorso anno dal Tribunale militare per le stragi compiute nel Fivizzanese nell'estate 1944.  C'è grande attesa quindi per i famigliari delle vittime civili e degli enti che si sono costituiti parti civili per la sentenza che nella giornata odierna il giudice Mazzi della Corte militare di appello di via degli Acquasparta a Roma, dovrà emettere.  Così come d'altro canto i ricorrenti la Repubblica federale tedesca e le quattro Ss ancora in vita sperano che l'appello sia loro invece favorevole.  Un pronostico è davvero difficile considerato che gli avvocati delle parti civili: i famigliari delle vittime di Vinca, San Terenzo Monti e Tenerano, il Comune di Fivizzano, la Regione Toscana e la Presidenza del consiglio dei ministri cosi pure i legali dei ricorrenti, faranno di tutto per fare valere le loro ragioni. Opinione dei ricorrenti è infatti rigettare le accuse loro mosse nel primo grado di giudizio, per evitare dunque l'estradizione in Italia per gli ex Ss ancora viventi, tutti ultraottantenni che assieme alla Germania erano stati inoltre condannati a risarcire i famigliari delle vittime.  Per gli avvocati Cariola dello studio legale Perfetti di Massa, Enrico Conti e Marianna Terenzoni, che rappresentano i famigliari delle vittime civili e il Comune di Fivizzano, l'avvocato Ventrella per conto della Presidenza del consiglio dei ministri, l'avvocato Longo per la Regione Toscana, la sentenza già emessa nel giugno del 2010 deve essere riconfermata, ritenendo quindi gli ex soldati della 16ª divisione Ss "Reichfhurer" comandata dal maggiore Walter Reder e lo Stato Tedesco, responsabili dei crimini commessi verso la popolazione inerme.  Su tutto pesa comunque il ricorso al tribunale internazionale dell'Aja dove la Germania si è appellata basandosi sul principio che uno stato sovrano ha diritto a beneficiare della immunità. M.L.

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