Il Tirreno

Rame e ottone, appello di Confartigianato

Una grondaia
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Una grondaia

«Chiediamo al prefetto di attivarsi: la situazione è insostenibile»

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 CARRARA. L'allarme furti di rame e ottone è lanciato da Confartigianato.  «Ormai da tempo - si fa notare - il territorio provinciale ed i particolare quello dei comuni di costa sono entrati nell'obiettivo di fraudolenti raccoglitori di metallo».  Negli ultimi anni - si fa notare - si è assistito a un'escalation, con una ricerca spasmodica dei metalli più ambiti dal mercato e quindi meglio pagati dai rottamatori: in sostanza ottone e rame. «Così - scrive amaramente la Confartigianato - sempre più spesso edifici pubblici e privati esibiscono i monconi residui di intere linee di grondaie, scossaline e canale, nottetempo sottratte con furtiva abilità così come sempre più spesso i depositi di imprese che utilizzano questo tipo di materie prime per le loro lavorazioni, vengono sottoposte a visite periodiche di certo non gradite». Confartigianato Imprese Massa-Carrara, «raccogliendo le lamentele delle imprese, costrette ad aggiungere una ulteriore voce all'elenco delle passività, rivolge un appello alle autorità competenti affinché un coordinamento dei controlli da parte dei vari soggetti preposti, possa contribuire ad una riduzione del fenomeno. Le imprese si domandano infatti come sia possibile che nonostante l'entrata in vigore del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, questa particolare tipologia di rifiuti riesca ad eludere ogni tipo di controllo: al momento della sottrazione dalla proprietà privata, sulla strada mentre vengono trasportati e ancora di più presso i destinatari che li ritirano, laddove l'individuazione di canale di provenienza furtiva appare essere facilitata dalla tipologia stessa della refurtiva. Pertanto Confartigianato Imprese Massa Carrara rivolge un appello al prefetto affinché siano attivati provvedimenti finalizzati a fronteggiare tale insostenibile situazione».

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