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Cuore "a riposo" per 7 giorni. Salvata

Cuore "a riposo" per 7 giorni. Salvata

Intervento dei medici dell'Opa all'ospedale Meyer di Firenze La piccola ha appena dieci mesi. La mamma: «Posso dire solo grazie»

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 MASSA. Una bimba di dieci mesi, affetta da una anomalia cardiaca congenita così grave da averle ingrossato il cuore a tal punto da occupare buona parte del torace, con frequenti arresti cardiaci e un solo polmone funzionante, è viva grazie a un primo intervento di emergenza a cui è stata sottoposta: uno stent le ha aperto il bronco principale di sinistra. L'intervento è stato realizzato dallo staff di endoscopia respiratoria del Meyer e dello staff di cardiochirurgia pediatrica dell'Opa. In pratica i dottori hanno impiantato un tubicino di acciaio che ha garantito alla piccola l'ossigenazione necessaria a sottoporla a un successivo intervento multidisciplinare innovativo che, dopo averle messo a riposo il cuore per una settimana, l'ha restituita a nuova vita. L'intervento è stato portato a termine con successo un mese fa all'ospedale pediatrico Anna Meyer di Firenze: la notizia è stata data ieri, quando tutte le funzioni vitali della piccola sono state ripristinate.  Nella settimana in cui il cuore della bambina è stato «a riposo», tutte le sue attività vitali sono state garantite da una pompa centrifuga extracorporea. Tecnicamente l'Ecmo è composto da un sistema costituito da una pompa e da un ossigenatore cha ha lo scopo di immettere nel circolo ematico il sangue ossigenato. Utilizzata fin dagli anni Settanta solo recentemente, con l'arrivo di nuove pompe ad alta tecnologia, l'Ecmo viene utilizzata anche in trattamenti che durano più giorni. L'anomalia cardiaca di cui soffriva la piccola ha una frequenza di 1 caso ogni 500 cardiopatie congenite gravi.  «Grazie a questo straordinario intervento la mia bambina è nata per la seconda volta. Quando siamo arrivati qui non pensavamo che ora l'avrei vista sveglia, nutrisi con i biberon, come tutti gli altri bambini», ha detto la mamma della piccola, ringraziando lo staff medico che ha compiuto il miracolo. A consentire l'intervento, come spiega Lorenzo Mirabile, responsabile di endoscopia respiratoria del Meyer che ha coordinato tutte le equipe è stata proprio «la presenza combinata degli endoscopisti respiratori, dei cardiologi, dei cardiochirurghi pediatrici e dei rianimatori specializzati in ossigenazione extracorporea».

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