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Caos compensi per i consiglieri comunali

Il consiglio comunale
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Bruschi (Pdl) dovrà restituire 3430 euro, Buselli (Psi) solo 128

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 CARRARA. Bufera sui compensi ai consiglieri comunali o meglio sulle presunte indennità illegittime. Arrivano i nuovi conteggi e, questa volta riguardano anche i rappresentanti dell'ultima legislazione. Sono state notificate proprio da ieri, nero su bianco, le richieste economiche relative al primo semestre del 2007. In sostanza si tratta di quello che i consiglieri comunali dovranno (o dovrebbero) restituire - secondo i calcoli della Guardia di finanza. Tutto questo a causa della forbice che si è creata fra l'indennità percepita e la cifra che avrebbero invece intascato se avessere avuto il gettone di presenza. Una querelle che parte da lontano e che riguarda anche la precedente legislatura. Ma intanto, proprio in questi giorni, sono arrivate le notifiche nuove relative ai primi sei mesi del 2007.  C'è chi lo dice senza problemi, come il consigliere del Pdl Riccardo Bruschi che si dichiara anche pronto a mettere la mano al portafoglio.  «Sì - dice - a me è arrivata la notifica in cui mi si dice di dover pagare un disavanzo di 3430,25 euro. Questo deriva dal fatto che, nel primo semestre del 2007, lavoravo ad Ancona e venivo solo per i consigli comunali, assai di rado, per non dire quasi mai per le commissioni».  «Se devo pagare lo farò, se il compenso non mi era dovuto mi sembra giusto - prosegue. Ma credo che ci sia da segnalare anche una certa mancanza nel modus operandi del dirigente al personale: se il sistema era questo, infatti, avrebbe dovuto informarci meglio. Devo dire che, io stesso leggendo il regolamento avevo avuto delle perplessità sull'indennità ma mi dissero che all'inizio funzionava così».  E intanto altri consiglieri stanno vedendosi cosegnare la notifica: è arrivata anche al socialista Leonardo Buselli. «Sì, una differenza di 128 euro - spiega Buselli - Del resto io sono stato quasi sempre a regime" di gettone e ben poco in quello di indennità. Prima di pagare, però, mi consulterò con i miei colleghi».  Per alcuni, come per il consigliere di Rifondazione comunista Massimo Menconi non è solo una questione di cifre.  «Questa vicenda apre anche un'altra discussione - spiega - Io ad esempio sarei per una sorta di indennità fissa, non a gettone, ma con la possibilità di decurtazione a chi "fa il furbo" e non si presenta a consiglio e commissioni».  Intanto sulla vicenda c'è stata una sentenza della Corte dei conti relativa alla situazione del consiglio comunale di Pisa che ha assolto tutti i consiglieri che non votarono la delibera che prevedeva il passaggio dal gettone di presenza all'indennità.  Una vicenda complessa che per l'amministrazione non vede ancora vicina la parola fine. A.V.

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