La manifestazione
Walter Baruzzo passa (con polemiche) la mano
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Walter BaruzzoIl presidente uscente del Parco Montemarcello: lascio dopo 8 anni di successi
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SARZANA. A fine aprile scadrà il mandato del presidente del Parco Montemarcello Magra e, anche in questo caso, complice la nuova normativa che riduce drasticamente i membri del consiglio del Parco, si è scatenata la bagarre politica. Una bagarre che rischia di diventare tragicomica. Vediamo perché. Da un lato c'è il presidente uscente (Walter Baruzzo) che "abbandona" il Parco ma lo fa togliendosi qualche sasso dalla scarpa. «Visto quello che è diventato il Parco Montemarcello Magra in questi anni - dice - visti i successi ottenuti grazie al lavoro del direttore e dei dipendenti, vista la centralità in tema ambientale che ha assunto credo che sia giusto pensare che in questi 8 anni ci sia stata una squadra affiatata e capace. Senza fare nessun tipo di riflessione politica dico solo che in altri casi, vedi il Parco delle Cinque Terre c'è stata una sommossa per la proroga del terzo mandato all'allora presidente, rivendicando il buon lavoro fatto. C'era così tanta attenzione per le Cinque Terre e ce n'è così poca per il nostro Parco. Attenzione, non ne faccio una questione di terzo mandato perché credo sia giusto che ci sia il cambiamento, ma almeno non mettiamola sul piano "ci va tizio o ci va caio". Ci vuole un progetto serio che tenga conto di quanto di buono è stato fatto per continuare su questa strada e migliorare dove magari noi abbiamo latitato. Siamo in una fase senza una strategia complessiva da cui poi può discernere anche il nome di chi mi sostituirà». Una certa vena polemica è evidente, ma Walter Baruzzo vuole ricordare il punto di arrivo del suo mandato. «Il 2011 sarà l'anno dell'allargamento del Parco, dell'aggiornamento del Piano del Parco, insomma si andranno a decidere diverse cose importanti. Per questo credo che ci si debba chiedere quale Parco si vuole in futuro e come si possono raggiungere quei risultati». Altro elemento che rende la partita ancor più complicata è la riduzione dei consiglieri (da 14 a 5 membri, compreso il presidente). I nomi in pista? Si mormora di Maurizio Corona (ex presidente del consiglio comunale di Sarzana, del Pd) oppure di Francesco Pisani (ex sindaco di Ameglia e ora assessore all'urbanistica sempre ad Ameglia anch'egli del Pd), poi anche di Giovanni Destri (presidente del consiglio provinciale, Pd) che libererebbe un posto in Provincia per qualcuno della sinistra. I gruppi ambientalisti hanno fatto sapere che questi nomi non vanno bene. Ora si aggiunge anche Giuseppina Rossi, consigliere già capogruppo del Pd (ma non perfettamente in sintonia con il sindaco Massimo Caleo), candidata, addirittura, da Andrea Camaiora, capogruppo del Pdl in consiglio comunale a Sarzana. F.R.
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