Il Tirreno

Ticket all'Opa per la bimba malata la mamma protesta: non è giusto

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 MASSA. Ancora un episodio poco) che evidenzia la necessità di avere un pronto socorso pediatrico in città. Una bambina, 6 anni, sta male, ha forti dolori di pancia, febbre alta. È venerdì pomeriggio, la mamma chiama la pediatra ma non la trova. Non resta che il pronto soccorso. La mamma, però, ricorda dei casi, raccontati dai giornali, delle lunghe attese a cui vengono costretti anche i bambini e della spola con l'Opa a cui vengono regolarmente inviati i pazienti pediatrici dopo la visita al pronto soccorso. Allora decide di andare direttamente al Montepepe. Dove, dopo una coda comunque ragionevole, viene visitata. Nulla di grave è il responso dei medici: una sindrome influenzale. Tutto bene? No, per la visita, la mamma si sente chiedere un ticket di 18,90 euro, e protesta. «Non è giusto, se fossi passata dal pronto soccorso non avrei pagato il ticket e quando ho detto al personale dell'Opa che avrei potuto tornare al pronto soccorso e ottenere la prestazione gratuita, mi hanno risposto che non si poteva fare». Per la signora siamo di fronte a un'«evidente carenza nell'assistenza: la pediatra che non si trova, il pronto soccorso che costringe a lunghe attese e poi obbliga i bimbi ad andare all'Opa per ulteriori accertamenti. Per giunta con mezzi propri, il che non mi sembra legale».

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